Gnut
di Cristina Fontanarosa

Gli Gnut sono una delle realtà partenopee più entusiasmanti degli ultimi tempi. Abbiamo fatto due chiacchiere via e-mail con Claudio, voce del gruppo, per conoscere le strade prese ed i loro progetti.

Ho letto che il vostro nome è nato come segno di rottura rispetto all'attitudine estetizzante che c'è in giro; in cos'altro gli GNUT prendono le distanze dal mondo circostante?
Ma gli gnut cercano di fare musica, musica come piace a loro, nella maniera più spontanea possibile, quanto più svincolata dalla leggi delle radio e del mercato discografico. Abbiamo sempre scelto di essere indipendenti ma nel vero senso della parola, quindi anche lontani dalle mode che condizionano l'ambiente indie italiano.

Mi pare di aver capito che il vostro gruppo "base" è composto da tre persone, ma poi in occasione di concerti o dell'album vi circondate di altri musicisti. Come mai questa scelta di restare aperti?
Il progetto è curato artisticamente e discograficamente da 4 persone, io, Piero Battiniello, Carlo Graziano e Guido Andreani (il produtt.artistico e fonico del disco) ma abbiamo sempre avuto il piacere e l'esigenza di circondarci di una serie di musicisti, incontrati in questi anni, che hanno dato un contributo fondamentale al progetto, anzi sono l'anima insieme a noi della band, solo con un ruolo diverso rispetto al nostro.

Per dare delle direttive anche a chi non vi ha ancora ascoltato, con che tipo di background siete cresciuti, da cosa traete ispirazione e cosa proprio non vi piace?
Per quanto mi riguarda...le mie principali fonti di ipirazione negli ultimi anni sono state Tim Bucley, Tom Waits, Nick Drake, De Andrè, Elliott Smith e troppi altri ancora anche se vengo dal grunge, dal rock anni 60/70 e anche da Pino Daniele.
Queste mie passioni si fondono con le infuenze di tutti i musicisti che ruotano intorno al progetto, quindi tutto quello che viene fuori è qualcosa di molto personale dove confluiscono tutti i nostri gusti.

Siete reduci da un tour che ha toccato principalmente la Campania, ma si è spostato anche verso il nord, che accoglienza avete avuto?
E' stato davvero bellissimo: il pubblico è stato calorosissimo e pur essendo un tour senza promozione abbiamo visto crescere, data dopo data il numero di persone venute a sentirci ed è stato molto gratificante vedere tornare il giorno dopo un po' di gente che ci aveva sentito il giorno prima e il giorno dopo ancora. Veramente fantastici!

Ma in precedenza eravate stati anche all'estero, nella mia bella Parigi se non sbaglio. Com'è andata?
A Parigi è stata un'esperienza allucinante! Ci abbiamo suonato nel week end a cavallo delle due settimane di registrazione del disco. Eravamo a Milano, ci siamo messi in macchina e siamo arrivati a Parigi che non ci potevamo credere. Abbiamo suonato in un posto magico chiamato "Le boule noir": è stato un concerto indimenticabile sia per l'ottima accoglienza del pubblico sia per la bellissima jam sassion che abbaimo fatto nel back stage con Manu Chao fino alle 5.00 del mattino. Abbiamo dormito in macchina sulla riva della Senna e nel pomeriggio del giorno dopo siamo ripartiti per Milano.

Ai vostri concerti ho visto che molte persone conoscevano già i vostri pezzi; li avranno imparati nel corso dei mesi, come mai avete aspettato prima di pubblicare il disco? (Sì, lo so è una domanda ingenua).
Abbiamo aspettato perché considerarta la profonda crisi del mercato discografico italiano che va a colpire soprattutto le micro realtà come la nostra, abbiamo cercato il modo migliore per fare uscire il disco. Non ti nego che ci sono stati momenti molto avvilenti in cui avevamo quasi perso le speranze però alla fine una stada l'abbiamo trovata e siamo pure convinti che sia la migliore per noi; cioè abbiamo curato noi stessi la produzione esecutiva dell' album. Ovviamente non ci saremo riusciti senza l'aiuto di Daniele Parascandalo della Blend'r!! Ora ci stiamo giocando questa carta...Non ci resta che incrociare "i diti"!!

...E quali sono le aspettative che riponete nel disco in uscita a Febbraio? Quanto gli Gnut vogliono "ingrandirsi"? Nel senso, vi affascina la dimensione mainstream?
Ci affascina l'idea di arrivare al maggior numero di persone possibile però non saremo mai disposti a modificare per questo fine il nostro approccio a fare musica. Speriamo che questo disco ci dia la visibilità giusta per riuscire a suonare di più dal vivo e la possibilità di fare presto un altro disco!!

Siete contenti di come sta andando?
Siamo molto contenti di come stanno andando le cose: la settimana prossima gireremo il nostro primo video, non vediamo l'ora di fare anche questa esperienza e di portare un altro pò in giro queste canzoni...Per il resto abbiamo la testa già al secondo lavoro che registreremo l'estate prossima.


Pubblicato il 03/01/2008