Il fato
di Linda Giacomello

Linda Giacomello ha intervistato a Milano Il Fato, una delle migliori bands Love Metal italiane.


Ciao Fato, parlami di questo tuo album. Presupposti e gestazione.....
Allora cheddire di questo “Release my Heart”? Inizierei dicendo che è la mia più grande soddisfazione musicale fin’ora. E’ una mia creatura a tutti gli effetti. Il CD contiene 8 tracce più una bonus track acustica (Desert Song) composta quasi 10 anni fa e registrata circa 5 anni fa; ho voluto mantenere la registrazione così com’era per salvaguardare il pathos di quel momento. Forse la riproporrò dal vivo in versione elettrica.
In più il CD contiene il videoclip di “Touch the Sky” (l’ottava song del CD) che è un montaggio di alcune scene del film “Dracula” di Francis Ford Coppola mixate insieme a delle riprese mie, in quanto la canzone parla proprio della storia tratta dal romanzo di Bram Stoker.
I pezzi presenti nel disco sono stati interamente composti, arrangiati, cantati e suonati da me, eccezion fatta per gli assoli di chitarra, magistralmente eseguiti per un buon 80% da Michele Quaini e per altri 2 brani da Andrea Nichetti. Questo CD ha avuto una “gestazione” di circa 1 anno e mezzo: ho iniziato a scrivere i primi pezzi proprio i primi mesi del 2006 e ho subito realizzato che la mia direzione stilistica doveva essere esattamente quella. Pian piano nei ritagli di tempo, tra un impegno e l’altro, anche spinto dall’avvento di MySpace e dalla possibilità di diffondere quindi la mia musica in tutto il globo, ho iniziato a comporre i brani che fanno parte di questo disco.
I presupposti per questo mio lavoro sono di trovare al più presto una buona etichetta discografica che creda in quello che propongo e decida di investire su di me, so che non è facile, ma credo molto in quello che faccio, e la speranza sarà veramente dura a morire! Ora finalmente dopo mesi di lunghe ricerche ho finalmente trovato la band di musicisti professionisti disposti a supportarmi nelle date live che sono Michele Quaini alla chitarra, Roberto Gualdi alla batteria, Igor Bellei al basso e Francesco “Nillo” Vernillo alle tastiere. Quindi il tempo di preparare lo spettacolo e si parte con la presentazione del CD anche on-stage finalmente!

A parte gli evidenti influssi del love metal degli H.I.M., quali altre ispirazioni hai avuto?
Beh, innumerevoli. Ascolto musica da quando sono in fasce in quanto mio padre è sempre stato un grandissimo appassionato di musica di tutti i generi, dal jazz al pop al rock dei Queen.
Diciamo che a livelli generali, nell’età dove si solidifica il proprio background musicale, sono stato fortemente influenzato inzialmente dal pop degli A-ha, per poi passare all’hard-rock degli Europe (band che mi ha letteralmente sconvolto l’esistenza) per poi passare attraverso l’heavy-metal dei primi anni ’90 andando ad approdare nel grunge per poi farmi nuovamente sconvolgere del progressive metal dei Dream Theater, tornando poi al Love Metal degli HIM!!
Non c’è comunque mai stato un periodo nella mia vita dove ascoltassi solo un genere piuttosto che un altro: tutti i nuovi arrivati andavano a sommarsi a quelli precedenti.

Qual è il tuo metodo di composizione? Parti dall'ispirazione di un momento su cui imperni il tuo lavoro oppure assembli spunti differenti e li fai confluire in un'unica song?
Mah, non ho un metodo fisso, diciamo che in linee generali mi metto al pianoforte e butto giù accordi cantandoci sopra, registrando con un vecchio registratore a cassetta tutte le idee che mi sembrano più valide; poi assemblo i pezzi e “il piatto è pronto”. Ma a volte tutto parte da un ritornello che incomincia a gironzolarmi in testa e non mi da pace finché non lo musico e lo fisso sempre sulla mia mitica cassettina delle idee.

Il tuo album dimostra una grande compattezza e coerenza stilistica, concordi? Da che cosa deriva?
Beh, sì, concordo a pieno. Da quando scrivo musica (ossia circa 15 anni) ho scritto veramente tante canzoni e centinaia di idee rimaste tali, tutte con un’identità stilistica molto variegata in quanto “vittime” delle mie innumerevoli influenze musicali. L’aver trovato un equilibrio stilistico è stato comunque un passo assolutamente naturale, sicuramente dettato dalla mia forte influenza verso il Love Metal e quel mondo così intriso di passione e sofferenza. Uno stile in cui mi sono ritrovato a pieno e che ho sempre voluto comporre. Tant’è vero che proprio “Touch the Sky” l’ho composta circa 11 anni orsono!

mercati vedi come potenzialmente interessati al tuo ”Release my heart”?
Penso che quello italiano purtroppo sia l’ultimo paese che citerei, o perlomeno per arrivare in Italia bisognerebbe arrivarci passando dall’estero, concetto che ha dell’incredibile, ma che, per il genere di musica che faccio, è così!
Non saprei proprio, forse il mercato scandinavo o comunque nord europeo potrebbe essere un terreno fertile per la mia musica. Ma debbo dire che, basandomi sui feed-back di My Space, anche negli States i miei lavori sono veramente molto apprezzati…non avrei mai pensato.

Quale pezzo consideri un potenziale singolo?
Beh, penso che la title track “Release my Heart” insieme alla commovente “Maybe” potrebbero essere i due singoli di punta, anche se la mia preferita rimane “Too Cold”.

Parlami dei tuoi testi: c'è un romanticismo ricercato comune a tutte le tracks. Tuttavia mai banale, mai scontato.
Si, i testi sono tutti improntati su un concetto di amore quasi shakespeariano, dove il dolore e la sofferenza sono i protagonisti indiscussi. I testi sono quasi tutti autobiografici chiaramente rivisti in chiave drammatica, in quanto penso che il vero amore non arriva in silenzio ma al contrario ti sconvolge l’esistenza e ti porta in paradiso facendo il giro largo, passando dall’ultimo girone dell’inferno; è un’esperienza che ti occupa l’esistenza intera. Penso che non si finisca mai di conoscere le varie facce e sfaccettature dell’amore e penso che veramente poche persone siano disposte ad affrontare veramente questa forza della natura, ma che molto più semplicemente fuggono da essa perché è un’entità troppo più grande di loro.

Come è nata l'idea di "rimusicare" alcuni taken da "Dracula" di Bram Stoker? Ho apprezzato molto questo tuo esperimento, davvero in linea con il tuo stile.
Come già accennavo prima, ho scritto il testo “Touch the Sky” (che è la canzone in questione) dopo aver rivisto, a distanza di anni, “Dracula” di F.F.Coppola e sono rimasto letteralmente esterrefatto da quella storia d’amore oltre il tempo e lo spazio, una storia d’amore struggente e toccante tanto da scrivere il testo di quella canzone (che già esisteva da anni) in funzione di essa. Qualche mese dopo ho pensato che sarebbe stata una bella idea mettere insieme pezzi di quel film sotto la mia musica….e mentre montavo quelle scene, sembrava che il film fosse stato girato apposta sulle note di quel pezzo. E’ stata una scelta azzeccatissima a mio avviso.

Hai collaborato con musicisti di un certo calibro in questo tuo album. Da dove viene la collaborazione con loro? Hanno avuto qualche parte nella composizione dei pezzi?
Gli unici musicisti che hanno partecipato alle incisioni di questo lavoro sono stati Michele Quaini in maniera preponderante (sempre ed esclusivamente per i guitar solos), Andrea Nichetti (sempre per gli assoli di chitarra), Igor Bellei (per le parti di basso su “Maybe”) e Francesca De Mori come backin’ vocal sul ritornello di “Movin’ on” , ma i pezzi sono stati comunque composti e registrati da me. I soli di chitarra per un buon 70% sono stati scritti da me ed eseguiti alla perfezione da Quaini al quale ho comunque lasciato spazio per eventuali sue idee o trovate stilistiche sui suoi soli!

Hai qualche idea sulla scenografia dei live show di presentazione del disco?
Beh sì, l’idea sarebbe quella di ricreare un ambientazione molto gothic/dark, quindi con candelabri e tappeti sparsi per il palco, ma è una cosa che potrò permettermi quando avrò un concerto tutto mio, ma al momento avendo solo 8 pezzi in repertorio i miei show saranno quasi tutti in apertura di qualche band che terrà la serata.


Pubblicato il 05/02/2008