The Pleasure Is All Mine: intervista a Claudio Zappi
di Miriam Ruth Carmeli

The Pleasure Is All Mine (Björk tribute) Finalmente l’autunno si avvicina, il jazz italiano ha superato indenne anche questa estate: manifestazioni, aperitivi con soprammobili suonanti, eventi multiculturali radical chic hanno mantenuto salda la passione per questa vena musicale...evitandoli. Ho commesso un errore. Tra le colline che si affacciano sul mare adriatico vi è La Stanza, un luogo che ho conosciuto circa 4 anni fa, di cui il ricordo più vivo sono i miei piedi scalzi che tamburellano sulla terra a ritmo di samba suonato da un vero artista brasiliano ed erano circa le 3 del mattino. Varie voci parlavano della chiusura di questo centro culturale... voci che non mi hanno fatto minimamente pensare ad un ritorno in quelle terre. Errore!!! Ivi il 12 agosto 2009 in occasione della rassegna musicale Fuori dalla Stanza è stato presentato il progetto The Pleasure Is All Mine, tributo all’artista islandese Bjork, saputo la cosa mi sono incuriosita e ho cercato materiale a riguardo. Grande è stata la sorpresa nel ritrovare giovani musicisti legati alla musica jazz in questo progetto. Qualcuno ha la seria di intenzione di scrollare un poco di muffa dalla situazione musicale attuale? Ho contattato l’ideatore in toto del progetto, Claudio Zappi, 26 anni, bassista, vincitore del premio Raffaele Giusti nel 2006... a voi la sua conoscenza. Claudio l’intervista è una “chiacchierata sui perché presenti nel tuo percorso musicale. Ahah... percorso musicale? Ma quale?? Ci sto, ma non parliamo di percorsi musicali o di vita che sono nel pieno di una crisi mistica perché sto passando un brutto periodo. Sei stato il primo vincitore del premio Raffaele Giusti, un piccolo evento ma un grande riconoscimento da parte di musicisti professionisti che ti hanno avuto come allievo. . Mi hanno dato fiducia, ci hanno messo la buona volontà, come loro tanti amici, sono io che ho sprecato tutto... in Italia tutto questo non serva a niente. Dove dovresti stare ora? Unisci aspettave personali e riconoscimenti ufficiali...per rispondermi. A studiare Cosa? Ingegneria, ti avverto che sono in crisi. L'ho percepito Mi sento di aver perso nei confronti del "sistema" Ti avverto che il sistema è una sovrastruttura immaginaria. E’ quello il problema...hai parlato di immaginazione, relatività è la parola giusta. E’ un anno che me ne sono accorto e ho continuato a parlare del mio "falso incidente" Adesso è ora di scegliere cosa fare. Tutta questa negatività... dopo aver realizzato un progetto che aggredisce la muffa musicale? La muffa non ci piace, il progetto è nato per quello per dare una smossa allo stato attuale delle cose ma è dura ( quasi impossibile ) trovare gente che t'aiuta. Aiuto? Aiuto nel senso di collaborazione, ma non è colpa di nessuno, è colpa del sistema. Ovviamente non credo in questo paese. Ti avvali ti ottimi musicisti come sei riuscito ad unirli in questo progetto? Sono andato da loro con la presentazione del progetto che è quella che c'è tuttora sul sito (myspace.com/pleasurelive)...e le partiture Hai arrangiato tutto tu? Si, ho fatto capire loro che non avrebbero dovuto fare molto A 26 anni sei riuscito a metter in piedi un progetto completamente pensato e organizzato da te... come mai "non credi in questo paese"? Ti sembra che sia stato facile? No, ma molti ci provano e neanche escono dalle loro "stanze" con il progetto in mano... lo coccolano nella propria mente. Se non avevo babbo e mamma... col cavolo che facevo "progetti", ho dovuto lasciare l'università per un anno. Posso essere fiero di avere avuto il coraggio e mi piacerebbe che altri facessero cose analoghe, ma io non avevo niente da perdere. Anche a me... anche molti non hanno niente da perdere... eppure Hunter c'è e altri progetti no? Parliamo di Hunter, perché è nato tutto da lì. Erano diversi anni che ci pensavo a questo progetto da Arcevia. Poi è arrivato il premio Raffaele Giusti e finalmente ho avuto il "potere" di poter decidere all'interno dei FourSteps. La tua prima formazione importante? Si, non m'hanno mai dato fiducia ...le mie proposte e i pezzi sono sempre stati scartati con loro. Per il concerto della premiazione ho avuto la possibilità di dire .... "adesso facciamo quello che dico io". Così abbiamo fatto Hunter ...ed è andata molto bene anche perché è piaciuta anche a loro. Da lì ho capito che si poteva fare e ho continuato a pensare ad un progetto più ampio ho iniziato a trascrivere i pezzi (linea cantata, ritmiche, etc) come in una sorta di studio personale per vedere le particolarità di BJork ( e t'assicuro che trascrivendo vengono fuori tante cose fighe ) poi ho cercato di avvicinarmi alla musica elettronica. In tempi in cui gli omaggi si fanno a Modugno & Co... sei uscito dai binari. Si, adesso però sto per deragliare eheh. Sono andato anche ai rave... unz unz. Coltrane e unz unz. Trovo questa mossa musicale un bello scacco alla muffa. Come hai scelto i musicisti? Sono partito dagli strumenti, ti dicevo che m'ero messo a trascrivere per studiare/analizzare da lì mi sono venute in mente le prime "rivisitazioni". Sono partito dal sax per me il migliore ...il più adatto a interpretare la voce di Bjork per diversi motivi. Dunque il registro del contralto era adattissimo ( ma poi è arrivato Postacchini e abbiamo ripensato tutto per tenore e soprano )...che va benissimo lo stesso ( il progetto iniziale era pensato per sax contralto solista ). Bjork è Coltrane per me. Un'espressività della madonna e s'incazza spesso!! Poi boh ...dietro c'è un che di spirituale ( nell'interpretazione ), il sax lo puoi mandare in "saturazione" e allora stride come stride Bjork. Sax ...era scontato. Capito, e gli altri? Poi serviva batteria, basso elettrico , piano acustico, la scelta iniziale era quella di usare strumenti Acustici ( a parte il basso ). Se avessi fatto fare a strumentisti di quel tipo ( ognuno con un background differente ) musica "elettronica" avrei raggiunto quel compromesso che permette la CONTAMINAZIONE, perciò i pezzi dovevano mantenere intatte tutte quelle particolarità ( arrangiative ) della musica elettronica/sperimenale... ma soprattutto della musica di Bjork. Servivano strumenti acustici che di solito non si usano nella musica elettronica, i flauti servono per interpretare gli archi, cioè ( nella maggior parte dei casi ) ho assegnato a loro quelle parti che in origine erano di Synth e violini/viole. Analogo per clarinetto basso e trombone ..per il registro basso ( bassi/violoncelli ). Poi c'è da fare riferimento agli album. Ogni album di Bjork ha certe caratteristiche che lo distingue a partire dagli strumenti poi le sonorità, il mood, Vespertine è molto "sparkol" ...non so cosa vuol dire ne come si scrive ..ma lei dice sempre così. Per interpretare i brani di quell'album serviva il vibrafono, non c'è niente da fare se togli il suono del metallofono, Vespertine non ha senso. Poi, per esempio, c'è Medulla quell'album è molto cupo ...a volte quasi tetro e composto esclusivamente con voci servivano perciò degli strumenti gravi come clarinetto basso e trombone... per "sostituire" le voci maschili fai due conti e la formazione è fatta! Veramente un progetto pensato in ogni dettaglio e in ogni sfumatura. Se ti puoi permettere di non fare un c****o dalla mattina alla sera ....voglio l'OZIUM! Invece tocca “acampà” e babbo e mamma non ci sono sempre. Cosa pensano loro di questo progetto? Sicuro sono soddisfatti ma non è quello che vogliono da me...a me non importa tanto ...perché lo so io quello che voglio, però in fondo in fondo... adesso gli do ragione. Pensi di aver raggiunto una meta... dopo anni passati a pensare ad un progetto vederlo realizzato/concluso ti destabilizza... un'altra meta? Ma lo fai apposta? Purtroppo è la laurea. Raggiunta la quale troverai un lavoro... Un irresponsabile come me già pensa ad un lavoro? Adesso non penso a niente ed è quello che mi preoccupa. Cavolo ma per il pensiero italico... hai ancora 10 anni per sentirti giovane e spensierato. Io all'oggi dovevo aver finito l'università ed essere libero di dire "vaffanculo non faccio l'ingegnere " oppure "bene ...adesso sfrutto queste mie conoscenze per metterle a disposizione della musica" Puoi farli...cosa ti impedisce? Temo di non potercela fare e di buttare altro tempo. Nobile da parte tua, ma chi ti assicura che avendo tempo potresti farcela? Ci sono gli imprevisti, eventi che potrebbero stravolgere i tuoi piani,da domani. Ma sei stronza proprio!! Effettivamente... che ne pensi dei baby jazzisti? Dico che finche si parlerà di jazz, pop, rock, tric e trac, rimarrà sempre la muffa perciò abbasso i baby jazzisti! Dopo diventano come BredMeldau... e scoprono i Radiohead a 45 anni; ma che pensassero a suonare la sigla di Hanna Montana. ahahahah .....viva le conclusioni qualunquiste! A parte Bjork tra i jazzisti in vita chi ti interessa? Chi sono i jazzisti? Dimmelo tu! Cosa sono una razza superiore? A me piacciono i musicisti, no i jazzisti. Già nel momento in cui uno si autoproclama un jazzista... mi cade. Quindi come definizione non dovrebbe esistere... o chi si definisce tale si limita? Non proprio, è che c’è una visione sbagliata. Spiegami. Non è facile. Provaci. E’ solo questione di apertura mentale. Molti di quelli che si "proclamano" jazzisti non hanno alcun interesse a fare musica come si deve, ma non è sempre così. Anzi più vado avanti e più mi rendo conto che questo vale per poche persone. Perciò è una teoria che va rivista. Indipendentemente dal genere musicale preponderante che si fa. Anche, si, giustissimo, relatività. Sono sicuro che in America si cono molte realtà (jazz quindi nobili) interessanti che non conosco. Qui in Italia? Ci riprovo! Sono rimasto molto colpito da Fabio Zappetella, ma per il semplice fatto che m'ha fatto capire il giusto approccio alla musica (quello che credo di aver capito e che credo sia giusto). Quale sarebbe? Un'ovvietà per molti, magari, concepire la musica come linguaggio. Ne più ne meno che il linguaggio parlato ( anzi, forse la musica è più forte ). Il linguaggio ( meglio dire la Comunicazione Verbale ) è un insieme di tanti fattori: c'è il vocabolario, la grammatica, la gestualità associata, l'espressività. In sostanza se tu conosci solo le parole "cacca" "piscio" "merda" potrai sforzarti quanto vuoi ma dirai per tutta la vita "cacca-piscio-cacca .... mmhh ....merda". Bisogna conoscere prima il proprio strumento ed arrivare ad una confidenza tale da potersi permettere di utilizzarlo come usiamo le gambe, le mani e le corde vocali, poi c'è la conoscenza della grammatica e quindi dell'armonia... poi della storia della letterature ...per fare "esperienza" ed imparare frasi, modi di dire. In sostanza non ci sono limiti alla conoscenza del linguaggio musicale. Più è ampio il tuo vocabolario e più POTRAI esprimerti. Bisogna avere gli strumenti per esprimersi senza limiti. Ecco perché ti dico che è sbagliato definirsi jazzista, non esiste solo la "letteratura" jazz non esiste solo quel vocabolario, magari a qualcuno servirebbe del METAL per esprimere tutta la “rabbia” che cova dentro e a qualche metallaro farebbe bene un pò di Debussy perché magari ...”poro cocco” ....è buono! Nessuno può pensare di arrivare alla conoscenza assoluta ma dall'altro lato sei un idiota se pensi a priori che è giusto restare confinato in un unico linguaggio musicale. Capito?


Pubblicato il 19/09/2009