Tablo
Il circolo vizioso
di Max Sannella

copertina

E’ autunno, le foglie cominciano a fare i loro lenti capitomboli sordi e i profumi sanno di antico e d’intimo, e certo non poteva mancare – come a fare compagnia a questo tempo di ricordi e ingiallite kodak interiori – il nuovo e bel disco del cantautore bresciano Tablo, “Il Circolo Vizioso”, un contenitore pieno zeppo di strappi agrodolci e coccole marroni, un disco, il secondo per l’artista, che prende il sopravvento con l’essenzialità di poche ma precise cose, semplici tratteggi e touch passionali che celebrano quasi in punta di piedi la disillusione, l’amarezza e una percentuale di rinascita di una vita fatta di flash, frammentate righe ed una, in fondo, intimità rammendata, come un vedersi a confronto con lo stesso specchio o parlarsi con le stesse parole.
Un cantautorato questo di Tablo che abbraccia come un pullover di lana grezza, ti da caldo e occhi sinceri, schietti Sei stata gentile, sospeso tra macramè di arpeggi acustici e un violoncello che vola leggiadro Tu, uno sguardo emozionato che si fa ballata di lusso Il matrimonio di Aurora, traccia che già potrebbe essere hit-track per la movenza immaginifica che l’accompagna o il pensiero liquido come un pezzo di cielo caduto in terra che Stella ci fa credere con la forte e tenera personalità di una ninna nanna; in alcuni casi sembra di ascoltare un deciso incedere che vuole bucare l’anima, tanto da giustificare lo squarcio interiore che il lotto si porta dentro come un racconto senza fine, senza un punto a capo.
Una voce tersa e a tratti fiato sonoro, una chitarra acustica che snocciola note e svisi e una poetica diretta, sono le tre cose vincenti di questo lavoro che arriva per confidarci l’immateriale, il cupo, la luce e una magnifica dead-line alla Benvegnù L’arrivista che come tutti i gioielli è messa a chiudere questo piccolo scrigno di musica, la ceralacca rosso sangue che ci garantisce l’assoluta bellezza che circola racchiusa tra la plastica del cd e il cartoncino della cover.
Perché sprecare fiumi di parole per un sogno sonoro funziona, è un circolo vizioso che non capita tutti i giorni, garantito!


Pubblicato il 08/10/2012