Johnny Freak
Tra il silenzio e il sole
di Max Sannella

copertina

Dal Frusinate la prova gratificante dei Johnny Freak che con “Tra il silenzio e il sole” dimostrano ulteriormente che la classe non è acqua, e questo nuovo lavoro è indubbiamente l’occasione giusta per apprezzare a fondo la loro capacità e frenesia di creare ed arrangiare atmosfere, in cui i dettagli assumo lo status di veri e propri gioiellini di buon valore.
Con il senso compiuto del rock venato di pop nelle coordinate passionevoli, la band richiama in qualche modo anche l’energia dirompente di certi Malfunk (Regina) e Movida (Insonnia, Farfalla di metallo) che scorrazzavano lungo i fianchi dei Novanta tricolori, onde elettriche che tra amalgami rilassanti e cortocircuiti amplificati formano il colore e il piglio personale di un disco che arriva per restare negli ascolti e non per fluire nelle confusioni last-minute di tanta musica sfrenata; qui dentro c’è materia viva per entusiasmare e riflettere, saltare come un forsennato o pensare fitto su quello che ci circonda, i neri e gli scuri di un mondo trafitto e riempito di vuoto senza rendere che si confrontano con l’ematicità rovente delle pedaliere e della poetica rubata ai jack.
Dieci tracce più la cover de Il pescatore di De André, sono la colonna portante di una tracklist viva e vera, distante dai fronzoli riempitivi e funzionante al netto delle emozioni, una produzione che onestamente oramai è difficile aspettarsi in questi lumi di luna creativi, e quando si intercetta la carica emotiva arpeggiata in acustico di I fiori maledetti, la nebbiosità di un pianoforte solitario in Streghe, la triste spennata notturna di Divenni lacrima o il sipario intimo e personale di Ad annientarsi di lei che scende su questo ottimo registrato, si ha la netta percezione che i JF siano veramente cavalli di razza su cui puntare ora e nel futuro, perlomeno per cercare di salvare dalle sgrinfie di certi monopoli plastificati il battito e la stupenda funzione che il rock ha di farci sognare senza essere addormentati.


Pubblicato il 03/11/2012