Celeb Car Crash
Ambush!
di Alessio Lorusso

copertina

"Ambush!"...Un urlo! “Agguato, imboscata”, è questo il titolo dell'album dei Celeb Car Crash, band che vuole distaccarsi dalla società contemporanea attraverso musica rock e testi in lingua inglese che non vanno per il sottile e non accettano compromessi.
Merito anche di un'ottima registrazione, quasi artigianale, le tredici tracce si presentano solide, ben eseguite, con riff spesso psichedelici, così come la voce, a tratti simile a quella degli Alice in Chains.
Il booklet è completo e, guardando la lista delle tracce, arguiamo dalle sottolineature in rosso che la band nasce da una costola dei Lena's Baedream.
L'intro prepara in modo coerente l'ingresso di Dead Poets society, canzone dalle ritmiche movimentate che lasciano spazio a parti vocali melodiche; un viaggio verso il fondo che termina con una rinascita, Now I can fly. In Celeb Car Crash dopo una prima parte rockeggiante è degno di attenzione il crescendo di tensione alla Deftones che poi apre al ritornello "till I can touch your bones, I spit in you eyes". Se Get more rappresenta l'anima più rockettara dell'album Jerk incarna quella "più commerciale", per le melodie in primis, interpretate dalla voce in maniera impeccabile.
Alla traccia numero 12 troviamo addirittura anche una cover dei professori Beatles, I Am The Walrus, molto più rockeggiante dell'originale ma comunque ben eseguita. E infine segnaliamo Dorothy, forse la canzone più completa e sfaccettata, per i riff di chitarra duri e pesanti stemperati da corposa melodia, per la batteria impegnata in apprezzabili controtempi che scandiscono il flusso del pezzo, per il basso in ossessivo martellamento e per le sapienti transizioni da un suono artificiale e metallico, nu-metal style, ad uno pulito e più equilibrato.
Un disco musicalmente panoramico alla fine, che potrà tranquillamente guadagnarsi anche le simpatie degli amanti del rock più tradizionale e meno aggressivo.


Pubblicato il 25/04/2013