laMalareputazione
Panico
di Max Sannella

copertina

E’ buona cosa capire sempre cosa vuole esprimere un musicista o una band su un dato disco. In questo caso con i romani laMalareputazione la cosa è semplice, non bisogna arrampicarsi tra congetture e quei nodi espressivi che complicano la vita già più complicata di quella che è veramente, il loro è un mondo semplice e pulito, un pop-rock melodico che si ascolta con calma e – al contrario del genere – non annoia alla seconda canzone, ma ti trasporta con eleganza fino a fine corsa.
“Panico” racconta e confida storie, gomiti di vita e gocce amarognole di illusioni su di uno strato fragile di accordi ariosi e molto radiofonici senza mai lasciarsi abbandonare a sterili debordi esistenziali, ma – appunto – si presenta come una sequela di fotografie in bianco e nero che cantano e suonano, un profondo di ottima qualità interpretativa che si fa corale ed intimo nel tempo cattedratico di un clic: dieci tracce che sono una ventata d’aria “popolare” melodica pulita, un qualcosa che sta di mezzo tra candore e realtà e che prende in prestito dalla grande tradizione pop italiana i colori e le capacità senza infrangerle nella mediocrità, nelle situazioni modaiole.
Il trio romano Federico Gaeta testi/voce/chitarra, Stefano Cozza chitarre e Martina Tiberti al basso, creano atmosfere e sorprese, qualità e pathos che assumono spesso caratteri eterei come la titletrack, esplosioni elettriche come ne La folle corsa, gli anni Sessanta delle balere d’autunno di Odio l’estate, la ballata cinematica di Conosco il tuo segreto o l’inaspettato slowcore complice di La parte più sana che chiude il registrato e lascia aperto un viscerale di alta qualità, un disco che assume tutte le credenziali di un disco “d’annata”, intelligente come i lucidi “elleppì” della Durium.
Consigliato!


Pubblicato il 23/05/2013