Dario Buccino
La costrizione della nudità
di Paolo Bartaletti

copertina

Dario Buccino è, per definizione apposta sul retro di copertina, un compositore performativo, inventore di un sistema musicale basato sulla parametrizzazione dell’azione fisica dell’interprete, con quest’album applicato al cantautorato seguendo una via decisamente sperimentale, affascinante quanto difficile. E certamente quando la sperimentazione prevede l’utilizzo (tra l’altro) di archi e fiati in sinfonica simbiosi, l’attenzione si alza notevolmente sino allo spingersi, dopo diversi ascolti (lo confesso), ai testi, complicati, onirici, a tratti disperati e che scandagliano l’animo umano cercando di metterlo a nudo, o forse, di liberarlo dalla costrizione della nudità. Il risultato è una strana alchimia tra la teatralità magnetica di Giovanni Lindo Ferretti e la lucida follia di Alberto Fortis, con il cantato che talvolta ricorda la parodia di Venditti fatta da Corrado Guzzanti (si ascolti E lo spirito sfatto) ed altre diventa strumento al servizio dell’opera, come nella conclusiva, ironica e più abbordabile Grazie del disprezzo.
La presenza della numerosa schiera di artisti indicati nello spazio a fianco è ulteriore testimonianza dell’elevato valore artistico del progetto.
Lavoro senz’altro complesso e coraggioso che premia alla distanza; astenersi gli amanti dei motivetti da fischiettare sotto la doccia.


Pubblicato il 24/07/2014