Sailor Free
Spiritual Revolution 2
di Davide Cosentino

copertina

Per festeggiare i 25 anni di carriera, anche se non continuativi, i Sailor Free realizzano il secondo capitolo di Spiritual Revolution, acclamatissimo masterpiece di qualche anno fa che attirò il comune consenso degli addetti ai lavori nazionali ed internazionali. E ne è il naturale proseguimento, in un concentrato di atmosfere definibili “spiritual prog”, dove rock e jazz sono sempre dietro l’angolo. The maze of Babylon asseconda il ritmo seventies che il sax di Stefano Ribeca impone introducendo uno scenario etereo su cui veleggia poderosa la voce di Petrosino. Segue Society che spezza il ritmo con una rumoristica post tribale lievemente angosciante. Le atmosfere eccessivamente “depechemodiane” di The fugitive e Amazing intrecciano scenari psichedelici in cui il piano, lento e suadente, abbraccia un riff prog dietro cui si nascondono voci tenebrose: la semplicità con cui i vari layers si interlacciano e si dissolvono è sorprendentemente disarmante.
We are legion cambia nuovamente le carte in tavola, e se l’impostazione della voce ricorda ed evoca Jerry Cantrell è tutta la struttura del brano ad essere parecchio yankeggiante. Special Laws riporta in scena un prog molto jazzato sennonché pulito dal finale in crescendo.
Chiudono About time, un cosmic rock quasi da classifica parecchio sperimentale, anche se il ritornello sa di già sentito, e Revolutionary soul, pazzesco lento gothic prog, praticamente un genere inventato da loro. Professionisti del mestiere.


Pubblicato il 22/05/2016