Mico Argirò
Vorrei che morissi d'arte
di Paolo Bartaletti

copertina

Se solo riuscisse ad estraniarsi dalle metriche spesso forzate, dai troppi rimandi (Saltare ondeggia tra il De Gregori di Cose nelle strofe e quello di Rimmel nel ritornello, per dirne una), dagli insistiti rumori di fondo che esagerano in un forzato realismo, dall'improbabile omaggio ai Pink Floyd di Money e da una voce non proprio entusiasmante, se solo riuscisse, dicevo, Argirò sarebbe indubbiamente uno in grado di scrivere ottime melodie di cantautorato italiano con testi interessanti e, soprattutto, molteplici contaminazioni, le quali, in fin dei conti, sono quelle che rendono l'album da subito gradevole all'ascolto. Il singolo Il polacco, che ricorda una jam session tra Cristiano De André, Biagio Antonacci e Goran Bregović, è veramente un pezzo delizioso tanto nel testo quanto nel ritmo, rappresentando il giusto preludio a un lavoro senz'altro perfettibile ma comunque incoraggiante.


Pubblicato il 10/11/2016