Martingala
Realismo Magico Mediterraneo
di Luciano Bellanova

copertina

Realismo Magico Mediterraneodei Martingala potrebbe essere un’ottimo modo per misurare il proprio grado di pregiudizio di fronte ai nuovi ascolti, soprattutto quando si è abituati alle super-produzioni certosine e ai missaggi sempre più barocchi (com’è giusto che sia, d’altronde). Perché, a quanto pare, si può gestire ancora la complessità del proprio traffico creativo con semplicità e schiettezza, riuscendo ad ottenere musica dal carisma tangibile. Il trio romano lo dimostra partorendo, senza l’aiuto di dottori, un qualcosa di pulsante e genuino. Un micro-cosmo musicale che sembra rappresentare un paese esotico sconosciuto tramite le grida degli avventori di un mercato popolare.
Testimonianze frammentarie e intimamente farcite di onirica speranza che compongono un mosaico di undici tracce tenute insieme da un collante appena steso, ma che fa presa, forse troppa. Sicuramente quel tanto che fa pensare di averci intravisto idee che in contesti live, dalla giusta scenografia, rivelerebbero una maggior densità e consistenza. Chi curerà il secondo album dei Martingala avrà senz’altro da divertirsi. Ma nel primo c’è abbastanza da poter godere senza pretese e con nelle corde tutta la leggerezza del caso. Psichedelia spicciola e garbatamente evocativa, coretti dichiaratamente Beach Boys, una voce principale dai sali-scendi pop leggero e mainstream italiano che ben accompagna i riflettori che di pezzo in pezzo si spostano dal ritmo alla melodia; con la provvidenziale cazzimma di chi vuole ammettere influenze e debiti contratti per raccontare la proprie intestine storie impolverate da una sensazione di “magico” e “mediterraneo”.
Il fascino di questo lavoro fa sentire così il suo peso, senza purtroppo far trovare di fronte sempre la giusta massa di suono. Una considerazione doverosa, che sta alla band far sembrare in futuro un semplice dazio fisiologico.


Pubblicato il 02/07/2017