124C41+
Öde
di Carmine Della Pia

copertina

Il progetto è ostico fin dal nome della band: 124C41+, gioco di parole all’inglese per indicare l’espressione “One to foresee for one another”. La band di Terni è alla sua terza prova, primo vero disco dopo i primi due EP, S/T e Mörs/Ërde, ma in questo caso non è propriamente corretto parlare di album come lo si considera abitualmente.
Ödeè un progetto audio visivo sperimentale, una lunga traccia della durata di 25 minuti circa, suddivisa idealmente in sei capitoli. Parte del lavoro è stato registrato presso una stalla a Terni, e la scelta è intenzionale, perché si voleva catturare i suoni dell’ambiente circostante, il tutto missato con l’ausilio di BirgirJón "Biggi" Birgisson (Sigur Ròs): basterebbero anche questi pochi aneddoti per spiegare che ci si trova effettivamente dinanzi a un progetto di una certa caratura.
Scenari ambient e sporcature post-rock si alternano in un crescendo cupo e a tratti inquietante, ma l’intento sembra essere esattamente questo. A detta del gruppo, infatti, il progetto è da intendersi come un viaggio da ascoltare senza alcuna interruzione, da qui la scelta della traccia unica. Quasi una colonna sonora lynchiana, con un piano nostalgico che fa da sottofondo e accompagna l’ascoltatore fino alla fine. Nell’insieme, un lavoro decisamente interessante, in certi punti fin troppo ostico e volutamente ingabbiato in certe dinamiche artistico-concettuali che non rendono l’ascolto fruibile a un pubblico particolarmente eterogeneo; ma Öde si presenta esattamente così, rendendo il progetto quantomeno coerente con i suoi intenti.


Pubblicato il 02/07/2017