Reveers
To Find A Place
di Davide Cosentino

copertina

Tra le migliori uscite dell’anno appena trascorso, To Find A Place (Music Force/Tocks Records) dei giovani friulani Reveers parte col botto: Low To The Ground riprende tutto ciò che l’indie di stampo britannico ha seminato per strada negli ultimi quindici anni: psichedelia, voci malinconiche e cori soffusi, arpeggi e riff ispirati al repertorio di Radiohead e Suede potrebbero far scambiare i nostri come l’ennesimo clone di Tom Yorke e soci. Fuorviandoci però. Ci sono infatti carattere e personalità in Thesis, Antithesis & Synthesis. Ma non solo, c’è tanto “rock da camera” di matrice ‘70s in Music For A Silent Film, probabilmente miglior episodio di questa fatica, e tanta devozione verso Nick Drake, leggendario innovatore e sperimentatore di accordature e finger picking surreali. Mosaico risulta forse il brano più moderno del lotto: dream rock nel suo giro di chitarra portante, orecchiabile e completamente refrattario a qualsivoglia cupezza, incarna davvero un’altra prova di livello.
Un disco del genere - seppur profondamente contaminato dai maestri del rock e del songwriting anglosassone (a tratti sembra di ascoltare sessions embrionali tra Floyd, Anathema e Band of Horses) - è la dimostrazione che il combo friulano ha tutte le carte in regola per riservarci piacevoli exploit. Una maggior coesione tra i musicisti, la ricerca di un sound più personale e l’attività live potrebbero regalare l’auspicato salto di categoria.


Pubblicato il 09/01/2017