Daniele Sepe
Capitan Capitone e i Parenti della Sposa
di Vittorio Lannutti

copertina

La nuova vita di Daniele Sepe, divenuto Capitan Capitone, continua a portarlo in giro per il mondo in veste di capitano di una ciurma di ben sessantonove musicisti scombinati e guasconi. Il capitano, dopo aver solcato svariati mari con I Fratelli Della Costa, ha deciso di fermarsi e di sposarsi. Questo disco riproduce tutto quello che accade in un matrimonio, tra bevute, mangiate, tarantella, telefonini, camerieri, sfogliatelle, sushi e friarelli. Un vero e proprio concept album su un matrimonio che si conclude con gli sposi che scappano con il bottino.
Le ritmiche sono sempre allegre, tra folk, funk, jazz e tante tarantelle, mentre si ricamano pettegolezzi, fino a quando gli sposi se ne vanno. A differenza di altri suoi dischi in questo caso Sepe si concentra esclusivamente su sonorità latine, tra la brasiliana È preciso muito amor di Chico Da Silva e la melodia tutta napoletana de Il saluto del padre, dedicata a Enzo Avitabile. Un altro grande omaggio è dispensato a James Senese e i suoi Napoli Centrale da Mal ‘E funk. Tra i tantissimi ospiti spicca Stefano Bollani che ha dato il suo contributo al pianoforte nella jazzata Stella ‘e mare.
Qualche digressione Sepe se la concede nell’hip-hop jazzy de El cangrego peluso nel quale i pirati spiegano come hanno espropriato la casa del padre della sposa, omaggiando la tradizione celtica, con una chitarra particolarmente blues, e nelle svisate metal dei quattro capitoli di Lost in Milano.
Alla fine non vi rimane altro che brindare!


Pubblicato il 13/02/2018