Bianco
Quattro
di Federica Dell'Isola

copertina

La famosa “scena cantautoriale romana” colpisce ancora. Anche i non romani. Anche solo per osmosi. Ne è la prova Quattro nuovo lavoro di Bianco, composto al termine di due anni in tour con Nicolò Fabi.
Infatti per quanto sia chiaro l’intento di Alberto Bianco di ribadire le proprie origini torinesi, dedicando un pezzo proprio alla Fiat, c’è poco da fare, l’influenza dei cantautori della capital si sente e tanto.
Almeno questa è la sensazione che si ha nel primo pezzo del disco 30 – 40- 50. Sensazione che, però, sparisce con il secondo pezzo del disco, Felice, primo singolo dell’album, un brano che, nemmeno a dirlo, si presenta spensierato e con un attitudine funk che, questa sì, ci fa tornare alla scena torinese. E a Torino, infatti, si ritorna prepotentemente - seppur di rinterzo dalla costa pesarese - anche nel pezzo successivo, Fiat (come poco sopra anticipato), brano con un riff ripetitivo e ipnotico che ben evoca atmosphere nebbiose e scenari industriali.
In Ultimo chilometro, ecco tornare la scena romana per osmosi: qui infatti è forte il richiamo a Niccolò Fabi, anche se con quel Torino è piccola di note Bianco dimostra di non cedere alle lusinghe della Capitale, rimarcando ancora una volta il legame con la propria città. Nei brani seguenti si fa forte la convinzione che uno dei punti di forza del disco sia l’eclettismo: si passa dal funk al cantautorato più profondo, fino a toccare il pop con Punk Rock con le Ali e Tutti gli uomini, pezzi veramente radiofonici e godibili.
In ogni brano ben si fondono i testi, le melodie e la voce di Bianco, creando un insieme che evoca perfettamente gli scenari che l’autore voleva descrivere, dalle industrie torinesi ai tetti di Ortigia (ammaliante scampolo di Sicilia dove peraltro l'album è stato scritto).
Perfetta chiusura di questo lavoro è Organo Amante: un pezzo di quasi dieci minuti, registrato in presa diretta, il cui video contiene un making of, a dimostrazione del fatto che l’intero disco cerchi (e trovi) la propria sintesi in questo ultimo brano.
In conclusione, Quattro è un disco pieno di personaggi, città, storie e sonorità: avvocati, barbagianni, madri, funk, pop, Roma, Torino, Ortigia. È questo ciò che dovrebbe fare un bravo cantautore: creare storie di quattro minuti sperimentando al contempo, senza mai ripetersi, senza mai essere scontato.


Pubblicato il 26/02/2018