Eloisa Atti
Edges
di Vittorio Lannutti

copertina

In Edges Eloisa Atti si è voluta cimentare anima e corpo con un american folk dal tocco mediterraneo. Non soltanto perché gli ottimi musicisti coinvolti sono tutti italiani - tra i quali vi sono Zeno De Rossi (Capossela, Guano Padano) e Antonio Gramentieri (Sacri Cuori) - ma soprattutto in virtù del suo approccio melodico.
La musicista bolognese, da gran sognatrice qual è, si destreggia in modo onirico e fantasioso tra blues, jazz, folk, country e pop: in questo lavoro si percepisce ancora l’eco dell’omaggio a Billy Holiday di tre anni fa (Everything happens for the best: homage to Billie Holiday), in particolare nei tocchi vellutati del contrabbasso di The rest of me. Ma la Atti dimostra di essere anche un’ottima cantautrice, come nel country-blues di Each man is God, dal sound evocante i primi Woven Hand, dove racconta la possibilità per una persona di varcare in modo determinante il confine della vita di un'altra per segnarla definitivamente, o come nel jazz-blues compresso di Sleepy man, dove descrive una vera e propria narcosi esistenziale.
Ma è l’amore nelle sue diverse sfaccettature a incarnare il tema fondamentale della sua poetica, così come descritto nella morbida Love signs, nell’intenso soul-pop di Without you e nel jazz-pop svolazzante di Blue Eyes Blue.
Un lavoro delicato, maturo e magicamente suonato.


Pubblicato il 05/03/2018