Misère De La Philosophie
Tutto ciò che è solido svanisce nell’aria
di Paolo Bartaletti

copertina

Ha ancora senso parlare di shoegaze e psichedelia nel terzo millennio? Assolutamente sì, almeno per questi cinque ragazzi toscani che hanno scelto un testo di Marx come moniker, uno di Marshall Berman per il titolo del nuovo lavoro e che ritornano sulle scene a quattro anni di distanza dal loro esordio discografico, investendo ancor di più sui tanto cari suoni acidi: più su quelli neopsichedelici di Stone Roses, Primal Scream e Spacemen 3 che non su quelli eterei di Jesus and Mary Chain o My Bloody Valentine, a onore del vero.
Il flusso lisergico si impasta poi con i testi, colti e spesso complessi, declamati dalla magnetica voce del frontman Sebastiano Taccola in un modo che sempre più spesso ricorda il Cristiano Godano primi anni duemila (Qui da solo su tutte). Il risultato finale è un album solido e coeso, decisamente ben suonato anche se non di facile assimilazione e che richiede numerosi ascolti per poter apprezzare a pieno tutte le linee sonore volute dal produttore Andrea Marmorini. Ottima conferma.


Pubblicato il 02/05/2018