Cri + Sara Fou
Non siamo mai stati
di Antonio Belmonte

copertina

Non siamo mai stati, di primo acchito, sembrerebbe accodarsi a tutta quella pletora di progetti musicali “femminocentrici” – solitamente acustici – dove tutto gira intorno alle evoluzioni vocali dell’istrionica cantante di turno, convenzionalmente in bilico tra patinata morbidezza e aggressività radiofonica, tra romanticismo piacione e misurata frontalità. A questo giro però, e per fortuna, c’è anche un pregevole contraltare musicale che, lungi dal degradarsi a sterile stampella sonora della protagonista, riesce spesso a uscire dal cono d’ombra della semi-gregarietà per guadagnarsi meritatamente il centro della scena.
La voce talentuosa, nella fattispecie, è quella di Sara Fou mentre la sei corde di supporto è quella versatile di Cristian Soldi, entrambi fortificati nella loro comunione d’intenti dalla sapiente produzione artistica di Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi e da un manipolo di valenti collaboratori ben distribuiti tra harmonium, percussioni, violini, flauti e ghironda.
A salvare il progetto da pericolose derive emulative (leggasi Erica Mou, L’Aura e Patrizia Laquidara) nonché da rilassate movenze in odor di piano bar acustico (L’abitudine e Novembre), sono il talento indiscusso del duo e la cura dei dettagli, i quali, a tratti, riescono persino a tramutare in oro certi stereotipi di genere, come nella vagamente fossatiana “L’ennesima canzone sul tempo” o nelle delicate suggestioni folk di Nei suoi passi, Il ciliegio e Let’s Waltz.
A suo modo un appassionato, per quanto poco innovativo, compendio di pop acustico, folk e soffice cantautorato che fa della garbata malinconia il suo piccolo grande valore aggiunto.


Pubblicato il 18/05/2018