Emotu
Meccanismi Imperfetti
di Davide Cosentino

copertina

Maxx Rivara fondava gli Emotu nel 2000, in qualità di acronimo di Estremi Movimenti Oscillati Tipicamente Umani, e nei successivi tre lustri rilasciava un paio di lavori (U-no e The White Flame) di buon impatto e relativo favorevole consenso.
Con Meccanismi imperfetti, marchiato Martelabel, il frontman emiliano si ripresenta con una formazione di tutto rispetto, come si evince in biografia: “La line up si definisce con l'arrivo del chitarrista Gennaro Splenito (ex Gerard L'Her dei Rockets, Universal Band e Second Lass) e la batterista Vittoria Pezzoni proveniente dall'area indie alternative emiliana. Come se non bastasse si aggiunge anche l’ex Pelù/Litfiba, Daniele “Barny” Bagni”. Ed è electro/new wave per ogni gusto e piacere, dalle depechemodiane Actarus e Una goccia al gothic-pop dei Paradise Lost di Host di Eva su Marte. Sulla spinta di una sezione ritmica di alta qualità e precisione Senza Luce e Uragano, quasi heavy negli stacchi e nel torpedone elettronico che, con le chitarre, si occupa della melodia. Vento a Monastir, radiofonica e danzereccia nel suo ritornello synth-pop, vi rimbalzerà in testa per tutta la giornata.
Un disco valido e scorrevole, prodotto particolarmente bene. Purtroppo la voce fa spesso fatica a tenere il passo della frequenza sostenuta da loop e suoni sintetici, che ne rendono il timbro un po’ scontato e iperconfezionato.


Pubblicato il 29/05/2018