Staggerman
Hobos and Gentlemen
di Davide Cosentino

copertina

Matteo Crema, in arte Staggerman, fa il suo esordio nel mercato discografico nel 2009 con Tiny Tiny Tiny, a cui segue il buon Don’t be afraid and trust me, tre anni dopo. Con il supporto attivo della live band The Hobo’s Amen giunge ora alla sua terza fatica, su AR Recordings, dal titolo Hobos and Gentlemen.
Un disco adulto, di anima e corpo profondamente a stelle e strisce, che non ha bisogno di smarcarsi dalle chiare influenze che ne cementano l’infrastruttura portante (il grezzo rock di Young - il marcio blues di Waits - l’art rock sperimentale di Cave and the Bad Seeds) per poter dire la propria tra le dinamiche di un genere raffinato e di nicchia.
Ma senza scomodare i maestri che ne hanno scritto la storia si ritrovano l’eleganza dei Fall e la dolcezza dei Tindersticks o le funeral ballads di Lanegan: e così si fanno piacevolmente ascoltare e riascoltare Strawberry Eyed, The Leech, How’s Things Going, Gone Chance, Opposite Sides, tra trombe e riverberi, tromboni e chitarre blues. Non mancano le fiammate country rock dall’anima più dark, spesso e volentieri ripercorrendo le orme dell’esperienza solista di Jerry Cantrell, senza mai scadere in emulazioni concrete, offrendo trame e melodie accattivanti, discretamente originali e personali.
Tra le (prime) migliori uscite dell’anno solare.


Pubblicato il 12/06/2018