Quintorigo
Opposites
di Carmine Della Pia

copertina

Cose in grande in casa Quintorigo. Il quartetto romagnolo pubblica Opposites, un doppio album composto da brani originali e cover, due dischi “opposti” in modo speculare. Due volti della stessa anima, perché la band propone inediti e rivisitazioni, spaziando da David Bowie ai Rage Against The Machine, il tutto legato da un fil rouge dal sapore jazz, tutto archi e fiati, muovendosi con disinvoltura da Duke Ellington a Thelonious Monk. Possibile? Possibilissimo. Due volumi, il primo di inediti. Il gruppo alterna con maestria brani che sembrano composti appositamente per soundtrack americane anni ’20, come 1977 e Suit-And-Tie Bandits, a composizioni jazz come Aeneis, interrotta da un assolo di chitarra elettrica mozzafiato, e Opposite Attract, impreziosito dalla voce conturbante di Alessio Velliscig.
Il secondo volume continua su questa falsariga: si apre con i fiati di Congeniality e, proseguendo, riesce a rendere credibile l’inserimento, in tutto questo gran calderone, di Space Oddity di Bowie, qui riproiettata su un tappeto di archi, e Killing In The Name dei RATM, un numero rock che spezza le atmosfere patinate senza causare sbavatura alcuna. Ma subito dopo, come se nulla fosse accaduto, si ritorna agli standard di Ellington con Boy Meets Horn, mentre la chiusa del progetto è affidata al classico di Billie Holiday You Go To My Head: eleganza allo stato puro.
Opposites rimane comunque un disco piuttosto impegnativo che merita doverosamente più di un ascolto, quasi una rock opera che testimonia la maestria di un gruppo che la sa lunga, che è sempre andato controcorrente e che si diverte nel farlo.


Pubblicato il 02/07/2018