Dead Cat In A Bag
Sad Dolls & Furious Flowers
di Luciano Bellanova

copertina

Avevo preparato tutto un incipit romanzato su quanto sia fico arrivare a interessarsi di certa musica italiana senza per forza farsi dettare gli umori dai virus dell’esterofilia e della retromania. Ma fa caldo e quindi, coerentemente con quello che penso dei Dead Cat in a Bag, vi consiglio di usare quel mezzo litro di pazienza risparmiata per andarvi ad ascoltare questo Sad Dolls & Furious Flowers, il loro terzo album uscito per Gusstaff Records.
Il nucleo della band è formato da Swanz, André e Scardanelli, gente che non perde neanche quest’occasione per far saggiare all’ascoltatore una certa abilità nello sfornare un sound per niente plasticoso e piatto, muovendosi tra una quantità innumerevole di strumenti senza farsi mancare il supporto dell’elettronica.
Ve la faccio breve anche sul contenuto dell’album: trovo l’atmosfera dell’album idealmente riconducibile a un ipotetico episodio pilota di un serial TV con protagonista un giovane Charles Dickens in fuga dalle brutture dell’Inghilterra neo-industriale, attraverso paesaggi balcanici e centroamericani che per l’occasione sembrano annebbiati da una sorta di gotica drammaticità. Magari con Dickens doppiato da Nick Cave, mentre alla voce narrante ci mettiamo Hugo Race con un Mark Lanegan a spararsi più di una sigaretta con i Calexico dietro le quinte dello show.
Stiamo parlando di un alternative-folk che potrebbe davvero funzionare a meraviglia come colonna sonora - forse anche troppo - visto che l’album risulta poco incline a picchiare sulle pelli o ad accelerare, come fa invece in The Voice You Shouldn’t Hear o in Waste, rivelandosi più propenso a toni drammatici e sentimentali. Naturalmente non è detto che ciò sia rubricabile come difetto, tutt’al più se il risultato si dimostra comunque, come in questo caso, elegantemente intenso. La voce vibrante di Luca Swanz Andriolo si muove con passo sicuro in mezzo ad atmosfere cupe e interni sera come Mexican Skeletons e Furious Flowers in cui esplode tutta la caratura della band per efficacia e accortezza nell’applicare le più disparate variazioni sul tema.
Le chicche per i nerd sono senz’altro la cover di Venus in Furs dei Velvet Underground e The Clouds, ispirata a Cosa Sono Le Nuvole, capolavoro di Pier Paolo Pasolini e Domenico Modugno.


Pubblicato il 23/07/2018