Riccardo Sinigallia
Ciao Cuore
di Paolo Bartaletti

copertina

Che fosse un grande autore lo avevamo ben compreso dai tempi dei Tiromancino, che fosse un grande produttore lo testimonia, su tutto, l’album di esordio di Francesco Motta, che fosse un eccellente arrangiatore nonché uno sperimentatore di suoni anomalo nel nostro panorama sta scritto nella sua discografia solista.
Con Ciao Cuore Sinigallia mette insieme tutte queste doti, dimostra in aggiunta di essere anche un grande interprete e sigilla un album di rara sensibilità eterea, avvolgendo di mirati tocchi elettronici un cantautorato pop che sfiora la perfezione, già dall’opener So delle cose che so, dove dall’iniziale tappeto sintetico deflagrano improvvisi un pianoforte e la bella voce del nostro a declamare una pregevole poesia di Buffoni. E il risultato rimane invariato sia che si parli d’amore (Niente mi fa come mi fai tu) o di temi più complessi, come la struggente vicenda di Federico Aldrovandi, incastonata nella meravigliosa Che male c’è, scritta nei testi a quattro mani con Valerio Mastrandrea e probabilmente punto apicale dell’album.
Non mancano pezzi più tipicamente pop, con ritornelli “tiromanciniani” (Bella quando vuoi, che vola alta di tonalità, o il singolo Ciao Cuore) né afflati rock (Backliner) ma anche in questo caso il cantautorato prevale, intessendo una tela che appare quasi fragile da quanto è bella. Seriamente candidato a disco italiano dell’anno.


Pubblicato il 16/09/2018