Piqued Jacks
The Living Past
di Davide Cosentino

copertina

Citando Red Hot Chili Peppers, Incubus e Starsailor tra le loro maggiori influenze, questi quattro ragazzi pistoiesi giungono al terzo lavoro sulla lunga distanza – clamorosamente, ma forse anche strategicamente lasciato all'autoproduzione – dal titolo The Living Past. E seppur intravedendo aperture funky o reminiscenze alla The Killers di A Dustland Fairytale, quasi come a voler inconsciamente tener vivo il caleidoscopio emozionale – tra new wave, power pop e post grunge – restano consistenti le sensazioni di genuinità ed originalità del sound.
A partire dall'opener Loner VS Lover, hit radiofonica dal tiro esagerato, a cui seguono il viaggione semiacustico di P.A.I.N.T e la veloce melodia di Dusty Shelves, il disco confema assoluti livelli compositivi tra piano ballads e pregevoli stacchi hard rock, strizzando un'occhio ai Foals e un'altro agli At The Drive In. La produzione, affidata a Dan Weller, imprime quella matrice anglosassone che serve per risultare ‘naturalmente’ internazionali, garantendo a ogni singolo strumento la performance migliore.
I ragazzi sono audaci, ipertecnici, compatti e con alle spalle più date oltreoceano che in terra madre; sinonimo di idee chiare e pragmatismo artistico. Ma allora, cosa manca? Forse un po' di carisma, eclettismo scenografico o trasgressione; ma con la curiosità di poterli apprezzare anche in versione live, li segnalo comunque tra le migliori uscite di questo anno solare.


Pubblicato il 24/09/2018