The Last Drop Of Blood
The Last Drop Of Blood
di Antonio Belmonte

copertina

La produzione artistica del buon Shawn Lee (già produttore per Jeff Buckley e altri grandi nomi della musica rock, nonché autore di colonne sonore come CSI Miami o Lost) rappresenta già di per sé un motivo valido per approcciarsi con curiosità al debutto dei The Last Drop Of Blood. Il combo veronese si cuce addosso un nome oltremodo cinematografico per introdurre fin da subito il suo desert rock abrasivo e trasversale che sembra muoversi scenicamente tra Tucson e Seattle, in quel suo gigioneggiare tra western rock e post-grunge, tra colonne sonore morriconiane e torvo blues sferragliante.
Sullo spiedino sette brani ottimamente arrangiati (e cantati) per altrettante didascalie sonore potenzialmente associabili a un ipotetico sequel di The Hateful Eight – per quanto però ambientato su ben più roventi latitudini – e proiezione di un’America periferica, spietata e maledetta, mix micidiale di ostili paesaggi sconfinati e decibel polverosi.
Disco dall’evidente trazione chitarrocentrica The Last Drop Of Blood, pur non disdegnando defilati inserti elettronici, delega gran parte delle incombenze atmosferiche alle 6 corde di Francesco Cappiotti e Andrea Ferigo, in grado di giostrarsi agevolmente tra rifiniture tex-mex e serratissime partiture hard-rock, ammiccando, senza particolari vergogne, a The Outlaws, Queens Of The Stone Age, Giand Sand, Calexico, The Cult, Woven Hand, e persino a certe cose dei Kings Of Leon nei frangenti più melodici.
A fine giro di giostra – dopo ripetuti ascolti – l’impressione generale è che siano principalmente gli episodi più turbolenti come Burning Eyes, Cut Wire e Feelings Are Trash a premiare la band (e gli ascoltatori), piuttosto che le ben più convenzionali ballate (The Bad Butterfly, The bad One); ciononostante gli occasionali cali di tensione non vanno a inficiare più di tanto la resa scenica di un album breve, sì, ma intenso, e ciò anche per merito di un versatile Carlo Cappiotti, sempre sul pezzo quanto a presenza vocale.


Pubblicato il 09/10/2018