Giorgio Canali & Rossofuoco
Undici canzoni di merda con la pioggia dentro
di Paolo Bartaletti

copertina

Giorgio Canali rimane di gran lunga la faccia più autentica e sincera del rock alternativo italiano e - lo si capisce già dal titolo - se ne frega allegramente delle convenzioni. A distanza di sette anni dall’ultimo album di inediti l’anima rock dei CCCP se ne esce con un nuovo lavoro che, secondo lui, è quello meglio riuscito della carriera, mentre, secondo noi, rischia di perdere parte di quella sincerità rincorrendo timbri melodici e meno irruenti del solito, e ottenendo, sì, qualcosa di brillante (il bolero di Radioattività, Piove, finalmente piove, ma soprattutto Emilia parallela, tipico Canali DOC) ma anche ballate un po’ trite come Messaggi a nessuno, che rimanda vagamente al “Bar Mario” di Ligabue, o il singolo Fuochi supplementari il cui ritornello ricorda quello di Stupendo del Vasco nazionale; quasi che dalle nostre parti non si riesca ad allentare il tiro rock senza approdare sulle solite e sicure sponde del déjà-vu da soliti noti.
Ma da Canali, dalla sua intelligenza artistica, dal suo proverbiale disincanto, è lecito attendersi di più, anche se - a onore del vero - non si tratta affatto di undici canzoni di merda, bensì di undici ottimi testi, undici ottime idee, undici pezzi ottimamente suonati, privi però di quella irruenza e “cattiveria” che ce lo hanno fatto amare.


Pubblicato il 19/10/2018