Sophie Lillienne
Beginning Point For Lost Generations
di Davide Cosentino

copertina

Concepito tra Venezia e i sobborghi di Londra (e Bristol) - laddove il torbido si fa psicosomatico per definizione quando l'intento è lambire i bassifondi fisici e metafisici delle generazioni perdute - la nuova fatica marchiata Sophie Lillienne su Irma Records è un disco particolarmente azzeccato. Devoto alla matrice originaria del sound che ne ha caratterizzato le uscite precedenti, quel trip hop - ambient dal sapore etereo ancora presente e intrinsecamente costante nella metrica complessiva delle tracce (Demons In, Night Rider, Unexpected), prende deliberatamente il volo verso l'ignoto flirtando con la parte più oscura del cosiddetto Uk garage in Who's The Threat? (avvalendosi del pregevole featuring di Folake Oladun).
Il vero salto di qualità è però rappresentato dalla massiccia componente minimal trance (Blue, Ciao Amore) che ricorda - fra gli altri - l'epopea dei lapponi Pan Sonic, per poi idealmente ricongiungere gli spiriti con la space-dark ambient seminale di Neptune Towers o con quella più sepolcrale di Aural Holograms, Raison d'Etre o Nox Arcana. E sovente si ha persino la sensazione di ascoltare gli Esoteric (senza le tre chitarre ultradistorte) per la facilità con cui si alternano scenari emozionali a spazio temporali.
Da rivedere, semmai, parte del mixaggio; ma in fondo va benissimo così.


Pubblicato il 29/10/2018