Tano e L’Ora D’Aria
Tano e L’Ora D’Aria
di Paolo Bartaletti

copertina

È un album di debutto quello di Tano Mongelli e compari, ma solo discograficamente parlando dal momento che i Nostri, in realtà, calcano già da un po’ le scene teatrali e soltanto oggi vanno a riversare in un disco la loro esperienza fatta di testi intelligenti, curati e ironici e di una musica caleidoscopica che sa alternare gospel (Dacci oggi), rock’n’roll (Il fascino della divisa), blues (I diavoli blu), canzone d’autore (Se non canta il gallo), musica caraibica (L’avocado) e quant’altro passa loro per la testa, senza mutare la cifra stilistica e quell’accattivante appeal che ti arriva immediatamente dentro.
Si tratta di una forma evoluta di teatro canzone che ha ben poco di Gaber - ma anche di Ascanio Celestini per intenderci - e molto della musica internazionale senza tempo, attraverso la quale declinare la voglia di sorridere di tutto.
Prese singolarmente le dodici tracce non rappresentano nulla di originale, certo, ma il complesso appare assolutamente fresco e godibile, oltre che decisamente ben suonato. E migliora a ogni ascolto.


Pubblicato il 19/11/2018