La Morte Viene Dallo Spazio
Sky Over Giza
di Davide Cosentino

copertina

EP (abbondante, quasi 40 minuti) di space (kraut) rock ad altissima frequenza psichedelica, lisergico senza esagerare. Da colonna sonora, come peraltro l'origine letterale del monicker stesso rappresenta, quasi a non voler nemmeno correre il rischio di staccarsi troppo dall'immaginario che l'omonimo lungometraggio - capostipite del genere fantascientifico nazionale - ha iconizzato ormai cinquanta'anni or sono. Di cui Sky Over Giza ne potrebbe tranquillamente incarnare la riproposizione musicale: i nostri realizzano un viaggio interstellare completo, trovando la chiave di lettura tra tutte le componenti che hanno caratterizzato la space music degli ultimi decenni.
Con la title track si viene rapiti da sonorità orientaleggianti che prendono forma nel tessuto ipnotico ricamato da flauto, sitar ed effetteria varia mentre Sigu Tolo è un'ottima alchimia tra elettronica pura e cosmic rock. Zombies Of The Straosphere è una cavalcata desert-ambient che diventa improvvisamente psicoeterea; Fever porta a conclusione questo trip allucinogeno in un alternarsi di riverberi e suggestioni minimali.
Stefano Basurto dei Giobia, dopo Magnifier (già album del 2015 su queste pagine), insieme con La Morte e gli altri elementi misteriosi della band, segna un'altro passo importante nella definizione del “moderno psichedelico”; roba per cui noi italiani abbiamo sempre dovuto correre e rincorrere, come minimo verso oltremanica.


Pubblicato il 11/12/2018