Nada
È un momento difficile, tesoro
di Paolo Bartaletti

copertina

A questo punto parlare di seconda giovinezza o di eccezionale longevità appare quantomeno stucchevole e riduttivo, considerando che qua siamo di fronte a una artista che sforna il terzo album nel giro di circa quattro anni. Dopo gli esperimenti noise di Occupo Poco Spazio e il ritorno alla melodia di L’amore Devi Seguirlo - entrambi dischi di apicale rilevanza nel panorama indipendente italiano - ecco il nuovo lavoro, quasi la sintesi dei precedenti, con testi diretti, a tratti intimi (O Madre), e un taglio sonoro tanto minimale quanto schietto e compatto.
Sarà la produzione di John Parish o l’incedere sfacciato dell’artista labronica ma il risultato rimanda a gente del calibro di P.J. Harvey o, addirittura, della “sacerdotessa” Patti Smith, con un’intensità totalizzante e un fascino sciamanico che non trova pari da queste parti. La ciliegina finale ce la offre citando se stessa con Un angelo caduto dal cielo, che però non ha nulla a che vedere con quel suo Amore disperato di ottantiana memoria: quella era un’altra storia, un’altra vita, un’altra Nada. Quella Nada faceva successi pop, questa è probabilmente la migliore interprete femminile dell’alt-rock cantautoriale italiano. Chapeau!


Pubblicato il 30/01/2019