Barbarossastraße
Waiting In The Wings
di Davide Cosentino

copertina

Partendo dal presupposto che ci vogliono immensa passione e tanto coraggio per fare un album di Hair Metal nel 2019 e correndo l'altissimo rischio di etichettare come obsoleto e obsolescente un sound morto e sepolto da quasi due decadi, mi sono avvicinato al comeback dei senesi Barbarossastraße con un certo timore di non essere all'altezza di comprenderlo a pieno, per colpa della polvere sedimentata, nel frattempo, sulle orecchie e tra gli scaffali dei CD.
E se inizialmente vi risulteranno provincialotti e poco accattivanti o se addiritttura li scambierete per una cover band qualsiasi, basterà qualche ascolto in più per rendersi conto di quanto i nostri si muovano con estrema sapienza tra i meandri di ritmiche e melodie cotonate o di assoli puliti e ritornelli taglienti in pura NWBHM. Vi ricorderete quando volevate i capelli come Sebastian Bach e di quando Ritchie Kotzen era il vostro guitar hero, o di quante volte al giorno ascoltavate Another Day dei Dream Theater, che i Love/Hate erano una bomba e che in fondo i vari Quiet Riot, Ratt, Enough'Z 'Nuff, White Lion e Cinderella vi erano entrati nelle vene.
Se solo avete voluto un po' di bene a questo genere, o se invece ne eravate “quasi pudicamente” innamorati, vi farete un regalo concedendovi all'ascolto di Waiting In The Wings. Su tutte, Backdraft, Hereafter e I'll do it again.


Pubblicato il 20/02/2019