Quarry
Super Arcade
di Davide Cosentino

copertina

Quarry – all'anagrafe Vittorio Tolomeo – è un cantante e polistrumentista lombardo con base a Lodra già noto agli archivi discografici per qualche release precedente: un album solista (Prize Day su Audio Fidelity, 2010) seguito da Apps will grow like feathers, uscito a nome Prizeday, la band che lo accompagna in sede live.
La devozione al british sound di passata e recente distribuzione è totale e viene sviscerata con maestria in questo Super Arcade, apparentemente partorito in un polveroso locale adibito a sala prove, tra vecchi flippers, console anni '80 e posters di Asteroids. Ma non aspettatevi rilanci futuristici o assalti elettronici: di elettrificato vi è solo il gran schitarramento fuzzy della sei corde (o del basso, quando si sente). Il piatto forte è la titletrack, dal refrain blueseggiante su un mid-tempo molto classico che lascia spazio alla centralità melodica del cantato. Una buona hit radiofonica che ti resta in testa e si fa riascoltare con piacere. Se vi piacciono i francesi Puggy ci siamo.
Gli altri brani, a parte un sincero omaggio al Duca Bianco (Man with the scars), la piano-ballad Sweet alien on creamy skis e il power rock di Inside the morning light, strizzano francamente un po' troppo l'occhio agli Arctic Monkeys come struttura e arrangiamenti, togliendo personalità al progetto.
Ciononostante la scelta di Quarry di fare tutto da solo rimane coraggiosa – in un genere che ha sempre fatto del concetto di band il suo punto forte – ed è promossa a pieni voti.


Pubblicato il 12/04/2019