Nosexfor
Nosexfor
di Vittorio Lannutti

copertina

I vicentini Nosexfor esordiscono sulla lunga distanza con un lavoro essenziale, immediato e diretto. Severo Cardone (basso/voce) e Davide Tonin (batteria) si esprimono efficacemente attraverso una miscela di post-punk, noise-pop e qualche tossina di crossover novantiano. I testi, seppure affrontino anche tematiche sociali, sono dipanati in una maniera molto semplice e diretta, perfettamente funzionali al loro vestito rock, senza pretese cantautoriali.
Il disco si apre con la critica all’utilizzo dei social nel post-punk di Zero meno e prosegue con l’esplosiva Quello che resta, brano che fa il paio con il rock trasversale di Ma non ti preoccupare. Ancora il post-punk dei primi anni ’80, commisto al rock che si č imposto nel decennio successivo, a caratterizzare Eva mentre in Bambino vudů c’č persino spazio per alcune cromature blueseggianti.
A suo modo un lavoro senza memorabili colpi di coda, vero, ma suonato con mestiere ed sufficientemente impattante.


Pubblicato il 23/04/2019