Laetitia In Holocaust
Fauci Tra Fauci
di Davide Cosentino

copertina

A molti piace etichettare come “post” le uscite discografiche contemporanee come se ci si vergognasse di attribuire canovacci stilistici legati al passato o per qualche motivo passati di moda. A parte qualche decina di band che effettivamente hanno intrapreso nuovi percorsi sonori, e non per questo per forza interessanti, ai quali è stato associato il termine di “post-metal” o addirittura “post-black metal” – basti pensare ai primi nomi che ci vengono in mente, come Deafheaven, Rosetta, Agalloch, Solstafir – si è arrivati persino a definire “post-metal” i Neurosis o i Godflesh. I quali a fine anni '80 venivano definiti industrial, se non ricordo male. Quindi come la mettiamo?
Questo inutile pippone per introdurre una band modenese – un duo presente sulle scene da quasi un decennio – la quale, dopo un full-lenght dal titolo Rotten Light, si ripresenta sotto l'egida della britannica Third I Rex con questo Fauci Tra Fauci. Sette tracce di sano black come tutti noi avremmo sognato di produrre due decadi e passa or sono. Le componenti fondamentali ci sono tutte: oscuro, glaciale, evocativo quanto basta e per nulla derivativo. Perché non è certo facile convincere in un genere che sembra aver esplorato ogni possibile spettro audiovisivo, soprattutto per quanto riguarda le produzioni made in Italy, a loro modo davvero poco considerate se non come meteore di nicchia adorate da pochi santoni ormai invecchiati.
Particolari note di merito per la voce, brutale e malsana, e il basso fretless che definisce stacchi e ripartenze di buona fattura. Un disco che non deluderà gli adepti e che azzera finalmente il gap con i luoghi di culto storicamente portatori di genetiche demoniache.


Pubblicato il 09/05/2019