Ettore Giuradei
Lucertola
di Paolo Bartaletti

copertina

Dopo l’esperienza con i Dunk Giuradei si ripropone in chiave solista, con un lavoro registrato in presa diretta assieme a un manipolo di valenti musicisti che unisce brani inediti ad altri estratti dai precedenti lavori, rivisitati per l’occasione. Il risultato è un cantautorato sperimentale e intimista che oscilla tra l’onirica ironia di Dino Fumaretto e l’avanguardismo fluttuante dell’ultimo Alessandro Fiori; i mantra, sia vocali che musicali, ripetuti all’infinito sopra delicati tappeti elettronici, rischiano però di snaturare l’attitudine cantautoriale da cui il Nostro viene e che, probabilmente, intenderebbe mantenere (l’iniziale Canzone dell’addio nella sua scheletrica conformazione, almeno fino all’ingresso dell’elettronica, sta lì a dimostrarlo).
Restano l’originale songwriting e la particolare timbrica dell’autore, ma il tutto rimane come ovattato, senza mai deflagrare compiutamente in un progetto davvero coinvolgente, nonostante si percepisca un notevole talento e il coraggio di voler contribuire a tracciare i confini del cantautorato del futuro.


Pubblicato il 05/11/2019