Calibro 35
Momentum
di Davide Cosentino

copertina

Non era facile ma ci sono riusciti. I Calibro 35 si sono definitivamente tolti l’abito. Non perché fosse stretto o sporco ma semplicemente perché il tempo passa e nulla è eterno. Ma ancora più difficile era trovare una dimensione spazio temporale in cui proiettarsi dopo aver anticipato di un buon decennio l’arte del remake, partendo dalle colonne sonore dei poliziotteschi e abbracciando ogni frequenza del noir. Risuscitando leggende assolute degli Z Movies come Maurizio Merli e Ferdinando Di Leo che per molti coetanei erano solo lontani ricordi di un’infanzia epica e libera da ossessioni digitali e depressioni da sovradosaggio di bit.
Momentum scopre il rap, confinandolo nelle metriche di Illa J, e senza abbandonare le strutture portanti del core-sound della band si tuffa nel presente, con dosi di minimal, jazz e arpeggi post rock. Per non aggrapparsi troppo alle definizioni si potrebbe parlare di ambient rock: etereo e allo stesso tempo danzereccio, notturno ma fluido.
Un disco di elettronica interamente suonato: ecco la nuova frontiera di questi mirabolanti ed eclettici musicisti. Evocare il passato con meno puzza di sigarette e bottiglie di Stock 84 sul tavolo. Su tutte Thunderstorms and data, 4x4 e Death of storytelling.


Pubblicato il 28/03/2020