Pattoni
Oceano, Ora
di Paolo Bartaletti

copertina

Piccoli Calcutta crescono; sembra incredibile, ma ora che il giovane latinense viaggia verso il mainstream (e comincia ad assomigliare un po’ troppo a nomi noti, ma qui non stiamo parlando di questo) scopriamo che dietro di lui il movimento indie lo-fi italiano è in fermento con le sue produzioni minimali, nate nelle “camerette”, con pochi mezzi e tante idee.
Ed ecco in tale contesto l’album di esordio di Pattoni (nome bizzarro che dalle mie parti rappresenta gli schiaffi dati per lo più benevolmente!) che, superato quel fastidioso immediato richiamo poc’anzi affrontato, si rivela tanto semplice quanto centrato.
I brani sono delicati acquarelli rappresentanti momenti semplici e genuini di vita reale, ben scritti e musicalmente orecchiabili, con costruzioni che pur richiamando tanto il moderno cantautorato (Brunori sas in Voglio vederti stare bene, Dente un po’ ovunque) quanto quello un po’ più datato (dopo l’intro di Così vicini, così liberi ti aspetteresti quasi di sentire “e qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure”), risultano comunque originali e caleidoscopiche nelle loro varie sfumature.
Esordio leggero e incoraggiante.


Pubblicato il 12/05/2020