Moonlogue
Sail Under Nadir
di Davide Cosentino

copertina

Di post rock transistorizzato non sembra esservi massivamente traccia nel disco dei torinesi Moonlogue. Sail Under Nadir sprigiona infatti una forma piuttosto personale di musica sperimentale, regolata e resa interessante dall’ottimo lavoro della chitarra elettrica - in questo caso confermando le note in biografia - muovendosi tra pregevoli traiettorie math e derive progressive.
L’eccessivo utilizzo del sequencer e la produzione “propria”, soprattutto in fase di mixaggio delle tracce, tolgono qualche punto al buon potenziale di questa release in termini di resa sonora e continuità tensiva. Quando i nostri suonano davvero, come in Moonflares e in Graphite, dimostrano di saperci fare. Altrove (Estéban, Nuage, Grains) sembrano un’opacizzata trasfigurazione dei Public Service Broadcasting. Da rivedere.


Pubblicato il 10/07/2020