Cristiano Godano
Mi Ero Perso Il Cuore
di Paolo Bartaletti

copertina

I tempi erano evidentemente maturi per un album solista di Godano, dopo le varie esibizioni senza i Marlene e il validissimo progetto Ex Live di qualche anno fa assieme a Giancarlo Onorato.
E per l’occasione il nostro decide di affidarsi a pochi fidati musicisti di valore e a un suono acustico che, giustamente, metta in risalto al centro della scena la sua voce carismatica e, soprattutto, ciò che ha da dire con testi delicati, poetici, spesso intimi e scritti con la consueta maestria.
Certo, a un primo ascolto, soprattutto dei primi pezzi in scaletta, viene da pensare che Mi Ero Perso Il Cuore potrebbe tranquillamente incarnare il nuovo lavoro dei Marlene Kuntz se diversamente arrangiato, ché quello è lo stile; in realtà, procedendo nell’ascolto, ci accorgiamo che lo stile resta ma la declamazione è un’altra, e tra la batteria per lo più a spazzola e i ricami strumentali orditi dal maestro Enrico Gabrielli quella che emerge è l’anima di Cristiano che si mette completamente a nudo, anche per quel suo sperimentare forme nuove di espressione (la futurista Panico, la straniante Nella Natura o la “drakeana” Ma Il Cuore Batte)
Il vertice si tocca con la duplice analisi del rapporto genitoriale (Padre E Figlio e Figlio E Padre), che sembra senz’altro autobiografica e che musicalmente incanta, con il coro sixties che si cuce con maestria all’arpeggio tenue e al testo commovente.
Lavoro notevolissimo e ispirato da parte di una delle figure iconiche della nostra scena musicale.


Pubblicato il 15/07/2020