Samsa Dilemma
Everyday Struggle
di Vittorio Lannutti

copertina

Profondamente ispirati e devoti a uno dei più importanti scrittori del ‘900, Franz Kafka, e in particolare all’intrigante e stupendo racconto La Metamorfosi, i Samsa Dilemma, pubblicano il loro secondo lavoro, continuando sulla strada di un alt-rock affezionato tanto al power-pop di stampo britannico quanto all’indie di scuola Americana.
Rispetto al primo lavoro, Wake up Gregor!, la band da duo è diventata una quartetto e, grazie a questa integrazione, ha potuto sviluppare il proprio stile musicale, allargando sapientemente i propri orizzonti. I dodici brani in scaletta sono accomunati dall’ineluttabile dinamica del ‘tempus fugit’ e, dunque, dalla lotta quotidiana per succhiare al meglio il buono della vita. Brani, peraltro, tutti molto ritmati, in continua oscillazione tra il pop dei primi Julie’s Haircut (Destroy The Future) e il post-punk serrato di fine ‘70 (Rotten Underneath - Reprise). Con Barrel March i Samsa Dilemma virano invece verso una velata sperimentazione, sfoderando insolite sonorità tribali, mentre con Turn The Big Light On si lasciano andare a un post-rock in odor di Godspeed you! Black Emperor e Arcade Fire; con Non funziona il quartetto si sposta su territori funk mentre in Potion Mood è uno slacker rock anni ’90 a farla da padrone.
Per quanto, infine, le tematiche dei testi risultino spesso drammatiche, i Samsa Dilemma riescono a dipanarle con arrangiamenti leggeri e funzionali: già soltanto per questo si meriterebbero una promozione piena.


Pubblicato il 31/08/2020