Samuele Bersani
di Francesco Pizzinelli

Per i trentenni come me Bersani è soprattutto quello di Chicco e Spillo, quando alle medie tutti la cantavano pressoché a memoria, soprattutto quel “..figli di puttana non ci prenderete mai!” che, in qualche modo, ci gasava: pensare che oggi il cantautore romagnolo ha quarant’anni significa anche rendersi conto che il tempo è passato anche per te.
Prevedibilmente pieno il (brutto) Teatro Novelli di Rimini, un pubblico sostanzialmente eterogeneo che alla fine della serata risulterà un po’ freddo, un palco essenziale, poca scenografia, luci sobrie, qualche proiezione di video durante i brani: con Bersani altri cinque musicisti, alcuni “storici”, altri inseriti di recente, come il batterista che, infatti, pare non avere ancora preso perfettamente le misure di alcuni brani (in particolare quelli più veloci), complice il fatto che questa è solo la seconda data del tour.
Samuele gioca in casa e ci marcia parecchio, è perfettamente a suo agio ed introduce ogni brano (”pezzo lo diciamo solo noi in Romagna…”) con lunghe spiegazioni miste ad aneddoti e battute: il pubblico dimostra di apprezzare, anche perché il Nostro ha intelligenza e garbo da vendere, e così alcune canzoni appaiono quasi degli intermezzi tra un monologo e l’altro; il concerto non decolla mai completamente, alcune “hit” non vengono salutate con l’applauso d’ordinanza anche perché gli arrangiamenti le rendono fin troppo prevedibili. Il momento più intenso del concerto è probabilmente una emozionante Replay solo voce e piano, per il resto si resta in attesa di un adeguato rodaggio.


Pubblicato il 30/03/2010