Musica nelle Aie
di Francesco Pizzinelli

A beneficio di chi (ancora?) non conoscesse Musica nelle Aie, un breve compendio: trattasi di un Festival di 3 giorni che si svolge tra le stradine di un piccolo borgo di campagna, vicino a Forlì, e che ha il suo culmine la Domenica quando, attraverso un percorso di alcuni chilometri immerso nel verde, sono “disseminati” più di 20 gruppi provenienti da ogni parte d’Italia. Una delle caratteristiche principali di questo atipico evento è che le bands in questione propongono un genere che va dal folk alla musica tradizionale, con ampio uso di strumenti antichi e, non di rado, di costumi tipici delle loro zone d’origine: insomma, una meraviglia.
Giovani, vecchi col cappello, famiglie con i bambini, punkabbestia, coppie, single, cani al guinzaglio e non, tutti a farsi questa lunga passeggiata e a fermarsi, di tanto in tanto, ad ascoltare le proposte musicali più interessanti, sedersi sull’erba e, perché no, a ballare: il tempo, incerto nei primi due giorni, è fortunatamente clemente in quello “clou” e richiama, come tradizione ormai, una grande massa di gente che, se non decide di avventurarsi nel “tour de force”, mangia qualcosa nello spiazzo principale attrezzato con un grande stand gastronomico (unica pecca: un bagno solo?!).
La qualità dei gruppi è mediamente alta, con menzione particolare per Alarc’h, Antica Rumeria Lagrima De Oro e Marcabru (che risulteranno essere poi i vincitori del premio della Giuria).
Dopo la premiazione parte il live di Massimo Bubola, da poco autore di un disco (in collaborazione con il MEI di Faenza) dove rivisita alcuni classici del Liscio romagnolo: una scelta quindi assolutamente contestuale a coronamento di una ennesima bella edizione.
Che sia questo il vero festival della musica indipendente?


Pubblicato il 11/05/2010