Verdena
di Johnny Cantamessa

Quest’anno l’ho passato all’insegna della musica dei Verdena: tre date in contesti molto diversi. La prima ai Mercati Generali di Catania (grandissima performance), poi all’Italia Wave, dopo un “certo” Lou Reed e adesso al Blackout di Modica. Devo ammettere che tra tutti i posti in Sicilia dove mi aspettavo di ascoltare un concerto di questo calibro Modica non era sicuramente la città più probabile. Invece, rimango piacevolmente sorpreso dal fatto che anche in cittadine dove la musica live di qualità non ha mai avuto grande spazio, adesso si comincia ad organizzare concerti degni di questo nome.
La città ragusana ha l’onore di ospitare l’unica data in terra sicula dell’ultima parte del fortunato tour di “Wow” che ha visto i Verdena girovagare in lungo e in largo per tutta Italia.
Live previsto inizialmente per le 24, poi anticipato alle 23 ma che nei fatti comincia alle 23.30. Ma per quale maledetto motivo in Sicilia devono cominciare così tardi persino nei club? Non oso immaginare quei poveretti che devono affrontare cento e più chilometri per tornare a casa.
Polemiche a parte, arrivo al Blackout qualche ora prima del live per gustare l’atmosfera pre-concerto. C’è davvero freddo e le mani faticano a stare fuori dalle tasche senza i guanti. Sbrigata la burocrazia dell’accredito mi accingo a superare i controlli. Noto subito un malumore abbastanza diffuso tra il pubblico per essere stato costretto a pagare ben cinque euro in più sul biglietto d’ingresso. Era specificato sull’evento pubblicato su Facebook, ma chi ha preso i biglietti tramite terzi si è visto spillare una cifra non indifferente. I Verdena per questo tour avevano imposto un ticket di €11.50 uguale per tutte le date - prezzo assolutamente democratico e giusto - ma il Blackout in questo caso ha voluto rincarare la dose con la consumazione obbligatoria. E’ bene tenerlo a mente per i prossimi live.
Come scritto sopra, il live comincia alle 23.30. La band sale sul palco e, con una mossa che sorprende e spiazza il pubblico, aprono lo show con un brano inedito, o così pare. Le sonorità sembrano ereditate da “Solo un grande sasso” ma con influenze post-rock molto marcate. Buon segno, vuol dire che non si sono adagiati sugli allori del pluridecorato “Wow” e stanno già lavorando al prossimo disco.
L’inizio del concerto è quindi un po’ in sordina per colpa del brano inedito che lascia il pubblico confuso e incredulo. Ma ci pensano 40 secondi di niente e Sorriso in spiaggia a riscaldare definitivamente gli animi del pubblico del Black Out dando inizio al pogo.
La scaletta è abbastanza diversa rispetto alle date che ho visto nei mesi passati: infatti, se durante il tour estivo avevano concesso maggiore spazio, giustamente, all’album in uscita, in questa data i Verdena decidono di accontentare i fans nostalgici ripescando il meglio dal loro vasto repertorio. Da “Solo un grande sasso”, al nodale “Requiem” finendo al “Suicidio del samurai”, fino a ripescare una Dentro Sharon presa direttamente dal loro omonimo album d’esordio “Verdena”.
Purtroppo, nonostante la performance sia precisa e coinvolgente, l’acustica del locale non sembra molto adatta a digerire le sonorità acide dei Verdena trasformando il suono finale in un impasto informe di frequenze. Presumo che il fonico sia lo stesso del tour invernale, penso quindi che il problema risieda davvero nella conformazione della sala del concerto.
L’esibizione finisce poco dopo l’una di notte: proprio nulla da rimproverare alla band bergamasca che non delude affatto le aspettative, riconfermandosi come un progetto in continua evoluzione che fa della crescita artistica il suo cavallo di battaglia.


Pubblicato il 20/12/2011