Agnelli+D'Erasmo+Dell'Era+Basile+Hugo Race
di Johnny Cantamessa

Martedì mattina mi sono svegliato presto, come al solito. Mi sono passate davanti agli occhi le immagini di uno di quei giorni che vorresti rivivere da capo ma che in realtà vuoi solo chiudere a chiave nei tuoi ricordi. Non capita spesso di far parte di qualcosa che molto probabilmente rimarrà nella memoria storica musicale della tua città. Ma cominciamo dall'inizio.

Il 16 dicembre scorso un gruppo di artisti e maestranze dello spettacolo decidono di occupare un vecchio magazzino della marina completamente in disuso e abbandonato che fu il primo stabile della città di Catania, ovvero il Teatro Coppola. In meno di cinque mesi gli occupanti hanno pacificamente ricostruito un luogo che sarebbe ancora oggi chiuso e dimora di topi e polvere se non fossero intervenuti. Loro lo hanno ricostruito nel vero senso della parola: hanno creato un botteghino, hanno ridipinto le pareti, hanno costruito un meraviglioso palco e lo hanno abbellito così tanto da sembrare un vero teatro europeo, dimora di arte e di libertà d'espressione. Tra i primi a dare l'adesione al progetto dell'occupazione sono stati alcuni tra i volti noti della musica italiana, tra cui gli Afterhours.

A fine marzo Manuel Agnelli annuncia che si esibirà in un live unplugged al Teatro Coppola insieme a Rodrigo D'Erasmo e Roberto Dell'Era, rispettivamente violino e basso della band milanese. L'assemblea del Teatro Coppola decide che per rendere più equo l'accesso al concerto ed evitare problemi di ordine pubblico verrà attivata una casella di posta elettronica alla quale inoltrare la propria richiesta di partecipazione. In meno di sessanta secondi i 250 posti si esauriscono fino ad contare più di mille richieste che rimarranno ovviamente insoddisfatte.

L'appuntamento è lunedì sera alle 21 ma ovviamente prima del concerto ci sono dei preparativi necessari da affrontare. Lunedì mattina raggiungo il Teatro Coppola alle 11 e trovo già tanti volontari che, armati di scope e secchi d'acqua, mettono a lucido lo spazio occupato. C'è chi sposta e sistema le sedie, chi prepara la strumentazione sul palco, chi lava i bagni e chi, come me, si arma di scopa e comincia a spazzare l'ingresso del teatro. Alle 14 in punto arrivano Manuel Agnelli e Rodrigo D'Erasmo, estremamente cordiali e gentili. Prima di entrare in teatro si presentano e si fermano a parlare con tutti i volontari fermi all'esterno della struttura occupata per poi prendere posto e lasciare i loro bagli adagiati su delle sedie nei pressi del palco. In meno di un minuto sentiamo Manuel armeggiare con il pianoforte elettrico ed eseguire un brano di Chopin, mettendo in luce le sue pronunciate qualità di pianista. Il sound check prosegue con Rodrigo D'Erasmo che testa il violino e Cesare Basile che configura la batteria per la serata, in quanto sul palco accompagnerà la band per una manciata di pezzi. Intorno alle 16 ci raggiunge anche Roberto Dell'Era per concludere il sound check.

La pausa pranzo si preannuncia piuttosto divertente e insolita in quanto, in pieno stile siculo, approntiamo una gustosa grigliata di verdure e carne alla quale prenderanno ovviamente parte anche Manuel, Rodrigo e Roberto. Con Manuel avviene un simpatico scambio di battute riguardo alla rosticceria catanese e mi permetto di consigliargli un posto dove mangiare un ottimo arancino, verso la quale nutre una certa nostalgia dato che è ben quattro anni che latita dalla Sicilia.
Alle 19 davanti al cancello del Teatro Coppola comincia a formarsi una considerevole folla di curiosi e appassionati con la loro email di conferma stampata pronta per essere esibita al botteghino dove non verranno richiesti soldi per il biglietto ma una libera sottoscrizione per la ricostruzione del teatro.
Ricordiamo anche che gli Afterhours sono venute a dare il loro sostegno assolutamente gratis e senza percepire alcun compenso!
Alle 21.40 circa salgono sul palco davanti agli occhi di una folla impaziente che non vede l'ora di poter assistere a questo concerto che è incorniciato da un'hype incredibile. Il primo brano che trova spazio in scaletta è “Sulle Labbra”, scritto con l'amico Cesare Basile, come lo stesso Agnelli ci ricorda mentre lo introduce. Subito dopo è il momento del loro ultimo singolo, introdotto da una lapidaria frase di Agnelli: . Il pubblico canta con Manuel come se questo pezzo fosse già un classico della loro discografia. In questa veste, senza batteria e distorsioni, si carica di un significato ancora più forte ed intimista che nella versione in studio fatica un po' ad emergere.
Il concerto prosegue tra simpatici siparietti con Roberto Dell'Era e Cesare Basile che si posiziona dietro la batteria in rame, targata Cquadro Drumlab. A metà concerto, per “Ballata per la mia piccola iena” entra in scena Hugo Race, musicista australiano già conosciuto dagli Afterhours per la sua collaborazione durante “Songs with others strangers”, che si posiziona alla chitarra elettrica.
Il live viene arricchito da letture tratte dall'agenda rossa di Paolo Borsellino e dalla Metamorfosi di Kafka.

Devo riconoscere che in questa veste acustica gli Afterhours rimangono incredibilmente ipnotici e capaci di non far rimpiangere nessun momento della loro carriera. La scaletta è ricca ma non ci sono anticipazioni sul nuovo disco che uscirà il 17 aprile, solo classici pescati quasi equamente da tutta la loro discografia. Trova addirittura spazio un vecchio brano un po' snobbato dalla band, ovvero “Bianca” dove Manuel addirittura sbaglia l'attacco del testo. Ma il vero delirio è sul finale. Prima di congedare il pubblico con “Non è per sempre”, Manuel rivolge un invito alla platea: “Siccome è un concerto informale e noi ci siamo rotti di suonare certi brani, se li volete sentire suonateveli da soli. Non sto scherzando, salite sul palco, prendete uno strumento e suoniamo quello che volete”. Immediatamente tre ragazzi impavidi si appropriano del microfono, di un basso e del pianoforte e con Manuel alla Telecaster intonano “Strategie”, uno dei grandi assenti dalle scalette degli ultimi anni. Come se non bastasse, Agnelli rincara la dose invitando nuovamente il pubblico a salire sul palco. Questa volta è una ragazza ad accaparrarsi il microfono e a chiedere di cantare “Quello che non c'è”, accompagnata da Cesare Basile alla batteria e Manuel sempre alla chitarra. Un vero colpo di scena, sicuramente inusuale che porta all'inevitabile riflessione che il Teatro Coppola è davvero il teatro dei cittadini. Durante “Non è per sempre” Cesare Basile mi mette una mano sulla spalla e mi dice, guardando verso il palco “Ti brillano gli occhi”. E ha ragione. Un'emozione così forte è difficile dimenticarla.

Il concerto finisce, Roberto, Rodrigo e Manuel si fermano a chiacchiere con il pubblico prestandosi a foto e autografi senza negare un sorriso e una stretta di mano a nessuno. Nell'after-show con i ragazzi del Teatro Coppola ci spostiamo alla Sala Lomax per trascorrere una serata in tranquillità e di relax gustando un ottimo cous cous preparato dalla casa. Nel frattempo Manuel rilascia un'intervista ai ragazzi del Cibicida e di Ustation ma senza parlare mai del prossimo disco degli Afterhours ma solo ed esclusivamente del Teatro Coppola e dello stato di salute della cultura in Italia. Poi a microfoni spenti mi fa una bellissima rivelazione che per correttezza non posso riportare, ma che non mancherà di fare felici molti fans.


Pubblicato il 16/04/2012