Motta
di Federica Dell'Isola

Auditorium Parco Della Musica – Roma
28 settembre 2019

Fortunatamente in Italia ci sono ancora Cantautori con la C maiuscola, che ancora lavorano per fare musica vera e non motivetti dal facile “acchiappo radiofonico”.
Musicisti con l’arte di saper scrivere, cantare e tenere un palco difficile come quello dell’Auditorium di Roma.
Francesco Motta è uno di questi.
Nel suo ultimo concerto prima di una pausa, necessaria evidentemente per adeguarsi ai nuovi equilibri della sua vita privata e per prendersi del tempo per dedicarsi con mestiere e attenzione al nuovo disco, il cantautore livornese si è dimostrato uno dei più capaci musicisti italiani in circolazione.
In un’ora e mezza di live ha abbandonato la sua aria da rocker maturo e imperscrutabile, si è commosso, ha fatto commuovere e ha fatto alzare il solitamente immobile pubblico dell’Auditorium.
La scaletta ha toccato tutte quelle che, di fatto, sono le sue canzoni più belle, partendo da La fine dei Vent’anni cantata in apertura, da solo con la chitarra, passando per Del tempo che passa la felicità, Sei bella davvero per concludere con una versione veramente spettacolare di Roma Stasera.
Nonostante il suo repertorio, non proprio da festa spensierata, e il fatto che fossimo tutti presenti per un grande arrivederci, il concerto non è mai stato lento né noioso.
Durante il concerto non sono mancati gli ospiti, prima fra tutti Nada, che ormai si vede suonare spesso con Motta, per una versione/duetto di Dov’è l’Italia seguita da Senza un perché.
Le canzoni più intime, spesso suonate in acustico, rendevano più facile ascoltare e godere dei testi e si alternavano a pezzi più potenti, suonati da una band pregevole e arricchita dal suono degli archi che dal vivo in una sala meravigliosa come quella di Santa Cecilia impreziosivano il tutto.
Dopo un’ora e mezza di musica bellissima ed intensa il concerto finisce non senza che prima il pubblico di Roma possa stringere il cantautore livornese, ormai definitivamente adottato, in un ultimo grandissimo abbraccio.
Allora a presto.


Pubblicato il 02/10/2019