Deproducers
di Carmine Della Pia

Arriva a Napoli DNA, progetto musicale opera prima del collettivo Deproducers. Vittorio Cosma, Max Casacci, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia uniscono le forze per creare un concept album e uno spettacolo divulgativo-scientifico ospitato nell’ambito della 33esima edizione di Futuro Remoto, tenutosi all’interno della suggestiva cornice della Città della Scienza.
Difficile sintetizzare quella che rappresenta a tutto tondo una vera e propria esperienza culturale, attraverso la quale i quattro musicisti raccontanto sulle note di un tappeto musicale psichedelico la storia che accomuna gli esseri umani, le conquiste della genetica e, soprattutto, della ricerca. Il tutto, intervallato dagli interventi illuminanti di Telmo Pievani, docente di Filosofia delle Scienze Biologiche presso l’Università di Padova; quest’ultimo diventa, effettivamente, un membro aggiunto della superband facendo da narratore tra una composizione e l’altra.
Un pubblico attento e decisamente variegato, composto da famiglie, bambini, studenti, appassionati di musica, assiste a questo show decisamente trasversale, aperto da Abiogenesi, l’origine della vita, e una singolare Storia Compatta Della Vita, “riassunta” nel contesto di un calendario gregoriano. Decisamente curiosa la storia dell’ultimo antenato comune universale, raccontata da L.U.C.A. (Last Universal Common Ancestor), ovvero la teoria secondo cui esisterebbe un organismo vivente da cui tutti gli organismi attuali discendono.
Il progetto DNA è stato creato grazie alla collaborazione con la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro: tema, questo, che rappresenta una delle sezioni più emozionanti e allo stesso tempo educative dello spettacolo. Il narratore Telmo Pievani spiega quanto sia importante studiare, conoscere e soprattutto guardare in faccia il male che per troppo tempo è stato oggetto di censure: così esorta a chiamarlo con il proprio nome, perché è solo partendo dalla consapevolezza e dal coraggio che le cose potranno cambiare, in meglio ovviamente. Cita Paolo Borsellino quando dice che anche il cancro, come la mafia, ha avuto un suo inizio e avrà una sua fine, grazie alla ricerca in primis.
Serendipity chiude lo show e ancora una volta la superband riesce a coinvolgere attivamente il pubblico in sala: partendo dal significato della parola serendipità, ovvero di una scoperta avvenuta in modo casuale, il narratore chiede agli spettatori di accendere le torce dei cellulari gradualmente a file alterne, mentre sullo schermo vengono citate tutte le più rilevanti scoperte in campo medico, avvenute, appunto, per caso.
I Deproducers uniscono esperienza, talento musicale e un sano e appassionante interesse verso il progresso e la ricerca, rendendola coinvolgente dal punto di vista visivo ed emotivo. I brani del disco, ottime trame elettroniche e psichedeliche, fanno da collante a un racconto didattico che lascia allo spettatore la salvifica voglia di saperne di più.


Pubblicato il 05/12/2019