Vinicio Capossela
di Paolo Bartaletti

Vinicio Capossela
Piombino - Piazzale dell’alaggio di Marina
1 agosto 2020

Non nego che fa un certo effetto tornare a uno spettacolo live dopo il lockdown; siamo tutti seduti, (più o meno) distanziati, quasi stupiti di esserci. Ma l’occasione è unica: sotto una splendida luna che illumina il canale l’istrionico Capossela presenta il suo Pandemonium, parola che gioca sì con la pandemia in corso ma che soprattutto richiama i nostri demoni interiori, per i quali, a fine concerto, ci sarà l’invito a prendersene cura.
Vinicio è accompagnato “solo” dal polistrumentista Vincenzo Vasi che suona con maestria un po' di tutto, un ammaliante theremin in primis, lo strumento che più si avvicina alla voce umana (per stessa ammissione di Capossela) e che vi lascio immaginare quanto possa essere stato suggestivo quando ha messo in scena la voce delle sirene, nell’omonimo pezzo; l’affascinante canto tornerà poi a essere primadonna nella struggente I pianoforti di Lubecca la quale, dopo quasi due ore di spettacolo, lancerà la conclusiva Ovunque proteggi, anticamera dei saluti finali.
Riavvolgendo il nastro: si è trattato di uno show atipico per Capossela, ovviamente dettato dalle circostanze, ma che ha permesso lo sfoggio di un’intimità soffusa che raramente viene messa in scena dal vulcanico e teatrale protagonista. Ogni canzone scelta, pescata dal suo trentennale repertorio, è presentata con arrangiamento minimale ed emotivo, con l’unica eccezione di L’uomo vivo (inno alla gioia), dove agli astanti viene concesso di poter saltare (rigorosamente al proprio posto). Lo spettacolo si dipana su tre fasi: una vede l’artista al Pandemonium (un organo di dimensioni ridotte), una al pianoforte, con i momenti più toccanti, tra cui una splendida versione di Modi’, e un’ultima in chiave folk, con chitarra e armonica à la Bob Dylan, durante la quale esegue tra l’altro la meravigliosa Signora Luna, inaspettato regalo per chi (il sottoscritto) la ritiene da sempre una delle sue più belle e romantiche canzoni.

Scaletta:

Il grande leviatano
La peste
Bardamù
Printyl
Nostos
Le sirene
Modì
Non e’ l’amore che va via
Fatalità
Dove siamo rimasti a terra Nutless
Camera a sud
Signora luna
La faccia della terra
Il povero Cristo
Nuove tentazioni di Sant’Antonio
Marcia del camposanto
L’uomo vivo (inno alla gioia)
I pianoforti di Lubecca
Ovunque proteggi


Pubblicato il 08/08/2020